Si è spento a Cracovia, città alla quale è stato legato tutta la vita, all’età di 86 anni, Krzysztof Penderecki, compositore polacco noto per opere quali la Trenodia per le vittime di Hiroshima e la Polymorphia per 48 strumenti ad arco. La notizia è stata data da numerosi media polacchi che citano come fonte la famiglia dello stesso musicista.
Influenzato dal serialismo radicale di Anton Webern e di Pierre Boulez, e dalla scuola di Darmstadt, della quale tra gli altri è stato esponente Luigi Nono che è stato – come lui stesso ci raccontò in un’intervista del 2008 – il primo compositore dell’ovest che abbia mai incontrato, Penderecki aveva studiato pianoforte e violino al Conservatorio di Cracovia, concentrandosi durante la maturità artistica sulla ricerca timbrica (in particolare, legata all’uso non convenzionale degli archi) e sui cori, nonché sul loro utilizzo nelle composizioni religiose.
Autore di otto sinfonie, le sue musiche sono state utilizzate in Shining (De Natura Sonoris No. 2), ne L’Esorcista e in Cuore selvaggio e Twin Peaks: The Return, quest’ultimi entrambi firmati da David Lynch, noto fan del compositore, che per il ritorno della sua iconica serie utilizzò con gran resa scenica la sopracitata Trenodia originalmente composta nel 1961, forse la sua composizione più citata ma anche temuta. Si narra che le orchestre di Monaco e Roma si rifiutarono di eseguirla temendo per l’integrità dei propri strumenti.
Tra gli estimatori di Penderecki si contano anche Radiohead (in particolare Jonny Greenwood), Frank Zappa (e vi rimandiamo ancora alla nostra intervista), Aphex Twin, Manic Street Preachers, Suede, Swans e Suzanne Cianni.