Claudio Coccoluto, foto di MDOnofrio (2017)

Morto all’età di 59 anni Claudio Coccoluto, uno dei più apprezzati dj italiani (e non solo)

«Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre» (Giancarlo Battafarano)

È morto questa mattina alle 4:30, nella sua casa di Cassino, accanto alla moglie Paola e ai figli Gianmaria e Gaia, Claudio Coccoluto, uno dei dj italiani più famosi e apprezzati, non solo a livello nazionale, degli ultimi quarant’anni. Lo apprendiamo da un articolo del Corriere che non menziona la causa della morte attribuendola però ad una non specificata malattia contro la quale l’artista 59enne originario di Gaeta aveva combattuto nell’ultimo anno.

Tra i primi messaggi di cordoglio il quotidiano cita quello di Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino. I due avevano fondato assieme il Goa: «Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre. Ha dato cultura alla musica nei club come dj e artista fuori dal coro. Sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore. Con lui se ne va una parte di me».

Coccoluto ha iniziato ad appassionarsi alla musica da giovanissimo. I primi dischi li mette nel negozio di elettrodomestici del padre. Il primo album acquistato è Goats Head Soup dei Rolling Stones, quando aveva 9 anni. L’esordio come speaker radiofonico – l’emittente è Radio Andromeda – è datato 1978. Giusto qualche anno più tardi, grazie a Marco Trani, è chiamato a sostituire Corrado Rizza dietro la consolle inaugurando così una lunga storia come dj. All’inizio a folgorarlo è la musica che suonano alla Baia degli Angeli di Gabicce Mare. Le cassette di Daniele Baldelli e Mozart gli cambiano la vita: mettere i dischi nascondeva «un’essenza creativa». Circa 10 anni più tardi, nel ’91, è il primo dj europeo a suonare al Sound Factory di New York. E in pista davanti a lui «ci sono tutti i più grandi», da Louie Vega a Tony Humphries.

Negli anni Novanta è anche produttore di materiale in proprio (Mind Melody 3.0., Do It Without Thinkin’, Afromarslight). Del 2007 è Io, DJ l’autobiografia scritta a quattro mani con Pierfrancesco Pacoda ed edita da Einaudi. Di seguito il suo ultimo post pubblicato sui social circa un mese fa.

 

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