È scomparso Alvin Lucier, pionieristico compositore statunitense da sempre affascinato dall’esplorazione delle proprietà del suono. Aveva novant’anni e, secondo quanto scrive il New York Times, la causa del decesso sarebbe da imputare alle complicazioni seguite a una caduta. L’ex moglie dell’artista, Mary Lucier, ha annunciato la notizia tramite un post social.
Nato nel 1931 in New Hampshire e avviato a importanti studi musicali a Yale e Brandeis, Lucier abbandonò i binari classici del proprio percorso dopo aver assistito a Roma a un concerto di John Cage, David Tudor e Merce Cunningham, i quali esploravano le possibilità creative del caso legate alla composizione.
Lucier, seguendo la strada di quell’avanguardia, diede forma a un proprio stile compositivo basato su progressioni nelle quali le onde sonore stesse diventavano l’elemento cardine. Spesso era l’ambiente che circondava la performance a divenire – con le proprie caratteristiche acustiche – parte integrante della composizione, in perfetta consonanza con le sperimentazioni di Cage e gli altri. In una delle sue opere più significative, I Am Sitting In A Room (1969), Lucier recita un messaggio:
I am sitting in a room different from the one you are in now. I am recording the sound of my speaking voice and I am going to play it back into the room again and again until the resonant frequencies of the room reinforce themselves so that any semblance of my speech, with perhaps the exception of rhythm, is destroyed
Il nastro della registrazione viene dunque riprodotto e ri-registrato, in un’operazione che si ripete fino alla scomparsa delle parole distrutte dalle frequenze risonanti della stanza.
Lo ricordiamo anche per Music For Solo Performer (1965), dove Lucier, tramite elettrodi posti sulla propria testa, amplificava alcune onde neurali prodotte dal cervello. Con un sistema di altoparlanti, poi, riusciva a suonare strumenti a percussione grazie al movimento dei coni stimolato dalle onde alfa. O ancora per Music On A Long Thin Wire (1977): un filo teso in uno spazio e sul quale microfoni a contatto ne registrano vibrazioni e movimenti, trasformandoli in suono.
L’opera di Lucier, continuata di pari passo all’insegnamento, è stata pionieristica e di ispirazione per molta musica sperimentale e numerosi artisti. Tra coloro i quali lo hanno ricordato anche Holly Herndon, i clipping e Richard Youngs.
RIP and thank you Alvin Lucier https://t.co/uQnzTQcfWB
— Holly Herndon (@hollyherndon) December 1, 2021