Da un articolo pubblicato sul sito ufficiale degli a-ha e firmato dal giornalista e biografo Jan Omdahl, autore di The Swing of Things, arriva una notizia che colpisce nel profondo i fan della band norvegese: Morten Harket ha il Parkinson.
Il cantante, 64 anni, ha tenuto la diagnosi riservata fino a oggi. A conoscerla, solo una ristretta cerchia di familiari e collaboratori. Ma ora ha scelto di condividere la propria condizione, consapevole che la malattia finirà per rendersi visibile anche agli occhi del pubblico.
“Accettare la diagnosi non è stato un problema”, dice Morten nell’articolo. “Ho fatto mio l’approccio di mio padre, che ha 94 anni: uso ciò che funziona”. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce circa 13.000 persone solo in Norvegia. Non è mortale, ma è progressiva, e col tempo compromette gravemente i movimenti e altre funzioni corporee.
Nel giugno 2024 Harket si è sottoposto a un complesso intervento di stimolazione cerebrale profonda (DBS) al Mayo Clinic negli Stati Uniti, con l’impianto di elettrodi nel cervello collegati a un dispositivo sotto la pelle. Il trattamento ha avuto effetto: molti sintomi fisici si sono attenuati o, in certi momenti, sembrano scomparsi. Ma non la voce. “Non riesco a cantare, e non so se potrò farlo ancora. È la voce a darmi maggiore incertezza sul mio futuro artistico”.
La DBS può influire sulla regione cerebrale legata al controllo vocale, ma non sempre in modo positivo. “Quando assumo dopamina la mia voce peggiora, ma se la sospendo tornano gli altri sintomi,” spiega Harket. Un equilibrio precario e quotidiano, che richiede costanti aggiustamenti.
Morten non si definisce attraverso la sua carriera di cantante, e questo lo aiuta. “Sono finito a fare il cantante in una band, ma ho sempre avuto altre passioni. La voce non è tutto”. Nel suo rifugio sul mare, dove vive con la compagna Inez Andersson, continua a scrivere canzoni, nonostante i dubbi sul futuro. “Ho testi a cui tengo molto, in cui sento un lato nuovo di me. Non so se riuscirò a completarli, ma mi piace l’idea di fare qualcosa di totalmente fuori dagli schemi”.
Il coming out sulla malattia comporta un prezzo: Harket sa che riceverà un’ondata di messaggi, consigli, proposte di cure alternative. Chiede rispetto. “Mi affido ai medici che mi seguono. Non posso reggere tutto il resto”. E lascia ai fan un messaggio semplice e profondo: “Non preoccupatevi per me. Cercate ogni giorno chi volete essere. Difendete la natura. Io sono in buone mani”.