In una recente intervista concessa a RS Italia, Mogol è tornato a parlare di Lucio Battisti per un paio di interessanti ragioni. La prima riguarda l’inedito Il paradiso non è qui che l’autore vuole pubblicato ufficialmente e la seconda si riferisce alle parole dello stesso musicista sulla differenza d’approccio da lui adottata nei dischi collaborativi con Pasquale Panella.
Riguardo alla canzone rimasta nel cassetto per volere di Grazia Letizia Veronese, Giulio Rapetti Mogol, che dalla sua può vantare la bellezza di 523 milioni di dischi venduti a livello internazionale, è determinato: di quel capolavoro il mondo non va privato e, garantisce, uscirà un disco che lo contiene («L’ho scritto perché Lucio mi ha detto che gli piaceva il testo e sarebbe entrato nell’album successivo, che poi non si fece… …Le posso anticipare che a breve farò un album che lo contiene, ci sto lavorando, e se la Veronese chiederà il ritiro andremo a giudizio. Sarà bello in un tribunale far ascoltare la canzone e vedere se ha un valore del quale si può privare gli italiani»). Riguardo alle canzoni con Panella, Mogol riporta una emblematica dichiarazione dello stesso Battisti: «Avevo una scelta, o cantavo il nonsense o in inglese. Ho preferito il nonsense perché non volevo che le paragonassero alle nostre».
Trovate l’intervista completa sulle pagine di Rolling Stone Italia. Su SA potete consultare un ampio speciale retrospettivo di Fernando Rennis dedicato all’autore de Un’avventura.