Pitchfork non ha certo bisogno di presentazioni. Le sue chart sono attesissime e di fatto telefonate. Rispondono un po’, come le serie tv di Netflix, a precise coordinate estetiche e di target. Quel set di colori, quella mescolanza di gender e minoranze, quella fissa per gli anni ’80 barra ’90 che, tradotto in gusto musicale, vuol dire songwriting intinto nell’alt rock della MTV che fu, art-pop come se non ci fosse un domani, qualche concessione ai grandi classici e quote trap e reggaetón da rispettare, e questo senza tradire una lontana anima indie sepolta da qualche parte, sotto strati di Condé Nast.
Un zeitgeist senz’altro appropriato e coerente con i tempi che stiamo vivendo eppure così serializzato, corrispondere ad un prodotto preciso, figlio di scelte politiche che sanno di extramusicale. Quest’anno il dato per scontato era Fiona Apple con il suo Fetch the Bolt Cutters e di fatto partita non c’era. Il suo disco è primo e noi non discutiamo. Ci aspettavamo una Dua Lipa tra i primi 10, a dir il vero, ma è 21° quando Jessy Ware è persino al 9° posto con il blando What’s Your Pleasure?. Non sorprende invece la calata di Grimes con il deludente (e lo sapevamo fin dal principio) Miss Anthropocene, (24°). Dicevamo dei venti dei Nineties che qui soffiano fortissimo: Waxahatchee è seconda con il valido disco della maturità (anche radiofonica) Saint Cloud, la strapompata in terra americana Phoebe Bridgers è al 4° telefonatissimo posto con Punisher.
Ci convince senza remore la 5° posizione di Perfume Genius con Set My Heart on Fire Immediately (alto anche da noi, ma siamo di parte). E non poteva mancare manco da queste parti il Bob Dylan di Rough and Rowdy Ways. Di seguito il primi 10 classificati. Per la classifica completa vi rimandiamo alla pagina dedicata su Pitchfork.
- Fiona Apple: Fetch the Bolt Cutters
- Waxahatchee: Saint Cloud
- Moses Sumney: græ
- Phoebe Bridgers: Punisher
- Perfume Genius: Set My Heart on Fire Immediately
- Bob Dylan: Rough and Rowdy Ways
- Yves Tumor: Heaven to a Tortured Mind
- Haim: Women in Music Pt. III
- Jessie Ware: What’s Your Pleasure?
- Bad Bunny: YHLQMDLG