Dopo aver chiuso la nostra classifica ufficiale del 2016 relativamente alla redazione e allo staff di sentireascoltare, vi presentiamo quelle dei singoli collaboratori, ognuna accompagnata da un testo di riflessioni e pensieri riguardo all’annata appena trascorsa. Di seguito quella di Federica Carlino.
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A differenza degli anni scorsi, in cui c’è sempre stato, in un modo o nell’altro, un album in particolare che meritasse un primato di ascolti e analisi approfondite, questo 2016 è stato l’anno delle canzoni, dei singoli brani, l’anno di aspettative sollevate da una crescita esponenziale delle uscite discografiche a sorpresa, e l’anno di una spietata e progressiva depredazione di figure chiave del mondo della Musica, con la M maiuscola. Tra migliaia di progetti, sono giunta ad una classifica di 23 album (nella lista ne presento venti, come tutti gli altri collaboratori): una cifra dispari, che nella tradizione romana viene solitamente associata alla sorte, agli eventi e alle circostanze non spiegabili razionalmente, e che in questo caso descrive bene lo stato di disorientamento e sottile amarezza che ha caratterizzato questi miei dodici mesi in cuffia. Le prime posizioni sono occupate dai Radiohead, per la loro encomiabile cura per i dettagli sonori e la costanza nel perseguire e mantenere sempre viva una propria identità ben definita; Eryn Allen Kane, che con la seconda parte del suo debutto ha incrementato le mie certezze su una sua futura ascesa verso il successo; Beyoncé, abilissima nel cogliere di sorpresa e nel sedurre chi la ascolta con una storia a episodi, e ad emozionare anche solo con l’accompagnamento di un pianoforte (si ascolti Sandcastles); David Bowie, che si è tolto il cappello con un ultimo, spettacolare saluto sulle note di Lazarus e la successiva pubblicazione di Blackstar, con la spaventosa rivelazione del suo male in una conclusione eccelsa, degna della sua spettacolare vita da outsider ed eterno precursore dei tempi; Frank Ocean, il cui nuovo album, pur non avendo soddisfatto le aspettative che avevo, ha lasciato il segno per la sua definizione di un nuovo tipo di featuring ed una maggiore esposizione personale. A seguire, l’ottimo lavoro di Iggy Pop, che ha ritrovato la forza compositiva al fianco di Josh Homme, e Michael Kiwanuka, che pur restando fermamente legato a sonorità ormai trite e ritrite, ha dimostrato ancora una volta di avere la capacità per rendere originale un album tradizionalista. Ho apprezzato molto il nuovo disco pubblicato dalla seconda grande perdita di questo 2016, Leonard Cohen, i raffinati lavori di Nicolas Jaar, ANOHNI, Chance The Rapper, James Blake, Kaytranada, Bon Iver e la sorellina di Bey, Solange, ma anche la delicatezza e l’amore per le parole di Daniele Silvestri, la ricercatezza di Paul Simon ed il sound delle due nuove leve, Anna Wise e Nao . In conclusione, questo è stato il mio anno in musica:
1. Radiohead – A Moon Shaped Pool
2. Eryn Allen Kane – Aviary: Act II
3. Beyoncé – Lemonade
4. David Bowie – Blackstar
5. Frank Ocean – Blonde
6. Iggy Pop – Post Pop Depression
7. Michael Kiwanuka – Love & Hate
8. Nicolas Jaar – Sirens
9. ANOHNI – Hopelessness
10. Daniele Silvestri – Acrobati
11. James Blake – The Colour In Anything
12. Kaytranada – 99,9%
13. Anderson Paak – Malibu
14. Leonard Cohen – You Want It Darker
15. Solange – A Seat at the Table
16. Bon Iver – 22, A Million
17. Chance The Rapper – Coloring Book
18. Chairlift – Moth
19. Paul Simon – Stranger to Stranger
20. Esperanza Spalding – Emily’s D+Evolution