È una delle firme ritmiche più riconoscibili del rock anni ’90, eppure Matt Cameron racconta che Black Hole Sun nacque quasi per caso. Il batterista — figura cardine del grunge grazie al suo ruolo nei Soundgarden, nei Pearl Jam e nei Temple of the Dog — è protagonista di un nuovo video realizzato da Drumeo in cui rievoca la genesi del celebre brano e ne analizza con lucidità l’esecuzione, passo dopo passo.
“È arrivato tardi nelle sessioni di Superunknown,” spiega Cameron. “Non abbiamo avuto tempo di provarlo. Ma l’arrangiamento era così solido che è bastato un pomeriggio. Non ci siamo persi nei dettagli”.
Una registrazione nata dunque di slancio, senza troppi ragionamenti, che proprio per questo mantiene intatta una certa aura di spontaneità. “È un pezzo divertente da suonare alla batteria, perché c’è molto spazio: puoi lavorare sui piatti, fare giochi con i tom, divertirti”.
Cameron guida lo spettatore attraverso ogni sezione del brano — strofa, ritornello, bridge — soffermandosi anche sul suono del suo rullante, vero cuore timbrico della traccia. Si tratta di un Keplinger in acciaio inossidabile, costruito su misura nei primi anni ’90 da Gregg Keplinger, storico artigiano e collaboratore del batterista.
“Ha una grossa saldatura centrale, che ho sempre amato”, dice Cameron. “È una specie di Frankenstein di rullante”. Uno strumento che ha permesso al batterista di trovare un equilibrio tonale tra rullante, tom e piatti, diventando elemento chiave della cifra sonora di Superunknown.
Nel video, Drumeo arriva a ricreare anche la batteria usata da Cameron nei Pearl Jam, con l’aggiunta proprio del Keplinger usato su Black Hole Sun. Un esperimento interessante, che fonde due mondi e due epoche della carriera di uno dei batteristi più influenti della sua generazione.
Cameron sarà in tour con i Pearl Jam a partire da questo mese, con prima data a Hollywood, Florida. Su SA la recensione classic di Superunknown è di Tommaso Iannini.