A vent’anni di distanza, Massimo Zamboni ha pubblicato un brano inedito incentrato sui fatti accaduti a luglio 2001 a margine del G8. Al pezzo, intitolato Colpo su Colpo, l’ex chitarrista dei CCCP ha lavorato, periodicamente e senza mai riuscire a scrivere un testo soddisfacente, per tutti questi anni.
Pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera proprio in concomitanza con l’anniversario, il brano è stato accompagnato da un montaggio video realizzato da Davide Ferrario, già autore del documentario Le Strade di Genova, il quale offre una sua ricostruzione filmata dalla piazza su quanto successo. Dal 27 aprile è disponibile liberamente su YouTube.
Non ero presente a Genova 2001. Anzi, ero lontano dall’Italia, e da quella lontananza rimbalzavano in ritardo di un paio di giorni i titoli dei giornali italiani. Le immagini che mi hanno investito al rientro non le ho mai scrollate dalla mente e – sembra impossibile, ma è così – ho impiegato quasi vent’anni a scrivere questa canzone, limandola, cancellando, riscrivendola in varie riprese. Il suono viene da allora, come immediata reazione fisica. Le parole si sono assestate con gli anni. Portano con sé nessun incitamento alla violenza; nessuna facile generalizzazione da rivoltoso. Semplicemente, ricordano che il conquistato diritto di essere cittadini di questo paese comprende il dovere dell’indignazione contro tutto ciò che minaccia questa nostra condizione.
Massimo Zamboni
Colpo Su Colpo è, anche e soprattutto, stata realizzata nell’ambito del progetto teatrale “20 Anni“, uno spettacolo curato dal gruppo teatrale Area Teatro e che si propone, attraverso il racconto orale, di conservare la memoria – in questo caso quella collettiva riguardante quei giorni.
Zamboni, oltre a essere impegnato nella promozione del suo ultimo romanzo La Trionferà, da agosto sarà in giro per l’Italia con il suo concerto-reading de La Macchia Mongolica, il libro e film che racconta il viaggio suo e di Lindo Ferretti in Mongolia, dal quale è nata l’ispirazione per Tabula Rasa Elettrificata. Sulle nostre pagine trovate la recensione della colonna sonora de La Macchia Mongolica, curata da Giulio Pasquali, e quella di Tabula Rasa Elettrificata, firmata da Stefano Solventi.