Erano tre anni che non si facevano vedere in Italia. I Marillion, per effetto della loro ascesa all’inizio degli anni ’80 la band più importante per la rinascita dell’interesse intorno al Prog rock, tornano con un evento che è molto più un concerto. Si tratta del Marillion Weekend, una due giorni che prevede altrettante esibizioni live che saranno del tutto diverse tra loro, con scaletta dei brani unica per ogni concerto, e tutta una serie di iniziative che permetteranno ai fan di entrare in contatto coi musicisti volte proprio ad abbattere quelle barriere che hanno reso le rock band aggregati di star irraggiungibili ai sostenitori.
È lo stesso Steve Hogarth a parlare di “relazione” con i ragazzi che seguono il gruppo da tempo immemore diventando veri e propri irriducibili: “Il concerto è l’aspetto che preferisco del mio lavoro. La possibilità di condividere uno stato d’animo con quelli che capiscono le mie parole e di conseguenza anche me persino quando non comprendono l’inglese. I fan sono talmente legati alla nostra musica che prima dei concerti leggono le parole: pochi artisti possono vantare una relazione così personale con il proprio pubblico. Ho avuto il privilegio di suonare di fronte a 80.000 persone ma anche davanti a 200 e l’ho apprezzato allo stesso modo”.
Il Marillion Weekend è un evento consolidato da anni che tocca mezzo mondo e diversi continenti: dal Canada al Cile, dalla Polonia alla Svezia, dal Portogallo appunto all’Italia: al Gran Teatro Geox di Padova, il 28 e 29 aprile 2023.
I biglietti sono disponibili su Ticketone.it, Ticketmaster.com, sul sito ufficiale della band Marillion.com, e in tutti i punti vendita autorizzati. Il prezzo di entrata comprende tutte le iniziative parallele ai concerti di cui abbiamo detto, e partono dai 60 euro della Balconata ai 120 euro del Primo settore.
I Marillion vanno considerati la band che ha posto le basi della “seconda repubblica” del Progressive rock, capace di resistere tanto al passare delle mode e alla volatilità delle correnti musicali quanto agli scossoni dei cambi di formazione (il più importante dei quali è stato senza ombra di dubbio l’abbandono da parte di Fish). Una band che come metodo per la sopravvivenza e il conseguente successo ha adottato la strategia più intelligente, e allo stesso difficile, da mettere in atto: lavorare su sé stessi per non morire di auto-indulgente fossilizzazione, una malattia che colpisce molti dei più consolidati nomi del Prog rock e non solo. Già questo basterebbe per fare del Marillion Weekend un evento imperdibile non solo per i fan di Steve Hogarth e compagni ma per tutti i veri appassionati del grande mosaico Prog rock del quale la band inglese è un imprescindibile tassello.