March For Our Lives. Le polemiche e il dibattito all’interno della comunità musicale

Il punto sul “March For Our Lives” tra sostenitori e detrattori

Quella che si è svolta lo scorso 24 marzo a Washington sarà ricordata come una delle marce con la maggiore affluenza di partecipanti nella storia della nazione. Parliamo di March For Our Lives, evento che non ha coinvolto soltanto la città sede del Governo USA, ma anche l’intera nazione attraverso oltre 800 eventi correlati. Numerosi i membri della comunità artistica ad aver partecipato all’evento, con Kanye West a mostrarsi in una rara apparizione pubblica assieme alla moglie Kim Kardashian e Ariana Grande, Miley Cyrus, Common, Vic Mensa e altri ad esibirsi dal vivo in emozionali mini set prontamente catturati e condivisi dai presenti. Anche Paul McCartney, presente a un evento parallelo a New York, ha marciato assieme agli studenti, ricordando che «uno dei suoi migliori amici [John Lennon] è stato ucciso dalla violenza armata [da un poi pentito Mark Chapman]».

Nel tripudio di supporti, raccolti su Twitter con l’hastag #marchforourlives, non è mancato nemmeno chi ha comunicato il proprio supporto ideologico alla manifestazione condividendo nuova musica – e parliamo di Michael Stipe – e nemmeno chi ha apertamente manifestato il proprio dissenso. C’è stato anche chi è stato strumentalizzato dalla NRA (la potente lobby delle armi statunitense) e chi ha avvallato l’evento ponendo i propri “se” e “ma” riguardo allo spinoso e complesso tema legato da una parte al controllo delle armi, e dall’altra, al famigerato II emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America.

Come era prevedibile, Jesse Hughes dei Eagles of Death Metal ci è andato giù pesante. La sua posizione riguardo all’attacco terrroristico che lo ha visto coinvolto assieme alla band del resto è nota: al tempo il musicista si era dichiarato a sostegno alle politiche liberiste per quanto riguarda l’acquisto di armi e pertanto è naturale che lui sia tra coloro che reputano giusta l’idea di Trump di rispondere ai massacri nelle scuole americane armando gli insegnanti e non toccando nemmeno di striscio i problemi più urgenti sulla questione, derivanti, ad esempio, dalla libera vendita di armi automatiche, d’assalto e capienti caricatori al seguito. Roba da far scattare una guerra civile in ogni momento sul territorio americano. «Come sopravvissuto di un massacro vi dico per esperienza diretta che tutti voi che protestate e chiedete giorni di permesso alle vostre scuole insultate la memoria di chi stato ucciso e insultate me e ogni amante della libertà d’azione individuale», scrive il musicista sul suo profilo Instagram. «Lunga vita al r’n’r e possano questi disgustosi e vili molestatori dei morti vivere abbastanza a lungo da procrastinare la loro vergogna …che siano dannati…».

Altro caso è quello riguardante Killer Mike e EL-P ovvero i Run The Jewels come singoli individui. Al primo è toccato aprire il proprio account Twitter per difendersi, attraverso una serie di post, da un video streaming con una sua intervista pubblicato dalla NRA in cui sosteneva il diritto di possedere armi. Mike ha dichiarato che l’intervista è stata artatamente editata e pubblicata dall’associazione proprio in questi giorni, in modo che rappresentasse una ideale risposta al movimento; in verità, la stessa era antecedente di una settimana ai fatti del 24 marzo. Mike ha spiegato inoltre che il diritto a possedere armi che rivendicava, era circoscritto alla comunità afroamericana, e che intendeva soltanto «alimentare la conversazione attorno alla detenzione di armi tra gli afroamericani». «Sono a favore della marcia, ma supporto anche gli afroamericani che possiedono armi», ha sintetizzato, «è possibile abbracciare entrambe le posizioni». E ancora: «sono solo un ragazzo nero a favore del 2A», quando con 2A si intende il sopracitato secondo emendamento. Alle dichiarazioni dell’amico e compagno nei RTJ, El-P ha risposto con una lunga lettera, in cui spiega il suo punto di vista, mandando in definitiva un appello ai fan e dichiarando che Mike «è un brav’uomo e che non gli girerà mai le spalle, come nemmeno voi [fan] dovreste fare».

In sintesi, la questione riguardo al cambiamento degli attuali equilibri è più delicata e complessa di quanto possa apparentemente sembrare. Se il motto più radicato nel concetto di libertà e democrazia americani – che si tratti di bianchi o neri poco importa – si risolve in un «se le ha il Governo allora devo potermele comprare anch’io», è logico che anche soltanto la proibizione delle armi più pericolose che gli studenti chiedono ai politici è un affare tutt’altro che semplice da far recepire e da trasformare in legge, e questo al netto di qualsiasi lobby, potere e cospirazione vera o fasulla.

https://twitter.com/therealelp/status/978120723548995584

https://instagram.com/p/Bgu6ENQAZL6/?utm_source=ig_embed

Tracklist
  • 1 Down (feat. Joi Gilliam)
  • 2 Talk To Me
  • 3 Legend Has It
  • 4 Call Ticketron
  • 5 Hey Kids (Bumaye) (feat. Danny Brown)
  • 6 Stay Gold
  • 7 Don't Get Captured
  • 8 Thieves! (Screamed the Ghost) (feat. Tunde Adebimpe)
  • 9 2100 (feat. BOOTS)
  • 10 Panther Like a Panther (Miracle Mix) (feat. Trina)
  • 11 Everybody Stay Calm
  • 12 Oh Mama
  • 13 Thursday in the Danger Room (feat. Kamasi Washington)
  • 14 Report to the Shareholders/Kill Your Masters
Run The Jewels
RTJ3

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