Blanco sale sul palco dell’Ariston con tanto di mantello e camicetta trasparente, Mahmood con l’aria di uno che il festival di Sanremo lo conosce da vincitore. I due si presentano con Brividi, un brano preceduto dalla fama che, a detta dei fortunati che l’hanno ascoltato in anteprima, è in odore di vittoria. Brividi ha testo e musica scritti da entrambi, con l’artista di Mi fai impazzire che completa le rime e si ritaglia un piccolo ruolo da protagonista solo nel rap del bridge.
A scapito delle aspettative, Brividi rinuncia ai drop massicci e ai soliti beat hip hop che hanno reso i due artisti gli idoli della Gen Z. Al contrario, il brano è una ballata dal forte carico emozionale che racconta degli ultimi sospiri di un amore fra due persone di cui non viene specificato il genere. Nel mosaico sentimentale dell’arrangiamento, giocano un ruolo fondamentale gli archi e, soprattutto, la voce sublime e unica di Mahmood, al crocevia fra colori nordafricani e new soul. La costruzione e la distruzione dell’amore di Brividi divide, unisce e fa maturare, in un corollario di atmosfere ben studiato per colpire chi ha la lacrima facile.
Lontana da Soldi, brano vincitore di Sanremo nel 2019, l’esibizione di Brividi propone un’inedita (per Sanremo) forma di duetto, che trascende i generi e gli orientamenti sessuali, ma allo stesso cruda, naturale, ferina. Il brano va preso per quello che è, ovvero, al netto di sonorità più movimentate, un buon prodotto di musica emozionale, pensato e confezionato per le generazioni contemporanee. Saranno da tener d’occhio nelle prossime puntate.
