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La copertina di "Dalla" (foto di Renzo Chiesa)

Lucio Dalla. La storia della sua foto più iconica raccontata da chi la scattò

A Bologna una mostra per ricordare vita e passioni del cantautore

Il primo piano stretto di Lucio Dalla con un paio di occhiali tondi e in testa lo zuccotto, tagliato appena sotto gli occhi che guardano in su. E’ quello, ovviamente, dell’indimenticabile copertina di Dalla. Renzo Chiesa, autore della foto più iconica del cantautore bolognese, ha recentemente raccontato sulla rivista Vinile quell’iconico scatto, ma anche come Dalla ne fece poi un uso non proprio corretto. La serie da cui venne estrapolata la foto risale alle sessioni dell’album Lucio Dalla (1979). Chiesa, all’epoca freelance e tra i primi fotografi musicali “sul campo”, aveva concordato al telefono direttamente con Dalla tempi e modi del servizio. Le registrazioni avvenivano agli Stone Castle Studios di Carimate, un vero e proprio castello trasformato in studio di registrazione. I due si accordarono per scattare il giorno seguente alla telefonata, durante una pausa dalle session.

Arriva Lucio, simpaticissimo, mi appioppa un pacco di rullini da sviluppare, perché era appena tornato dalla Germania, e mi fa: “Senti, mi faresti un favore? Mi sviluppi questi rulli che poi me li mandi a Bologna e te li pago?”, e mi dà l’indirizzo di Bologna. Dico ok, poi facciamo le foto, è primavera e lui è in maniche di camicia; scelgo un paio di posizioni con la luce giusta, lo sistemo su una panchina, poi Lucio guarda qui, guarda là, gioco con le sue espressioni, metti gli occhiali, toglili, mettili sopra, e ne escono alla fine due rullini. Fine del servizio. Ci salutiamo.
Renzo Chiesa

Dopo aver inizialmente scelto un altro scatto per l’intervista realizzata da Antonio Orlando, Chiesa tornò in seguito sugli sviluppi di quel giorno. Gli cadde così l’occhio sull’ultima fotografia del rullino: Dalla, mezzo busto, “che guarda in alto in maniera ammiccante”. Sceglie allora di svilupparla nel formato 30 x 30, e scrive al cantante, allegandola: «Lucio, se ti piace, questa potrebbe essere la copertina del tuo prossimo disco»A rispondergli non fu il cantautore, ma solo tempo dopo la RCA con una telefonata. Volevano usarla per la copertina di Dalla, che sarebbe uscito l’anno seguente.

I successivi usi impropri

Chiesa ha inoltre raccontato come quella foto venne usata, da Dalla come da altri, in maniera tutt’altro che professionale. Riproduzioni improprie per il film Borotalco (nella locandina l’attrice Eleonora Giorgi indossava una maglietta con la foto stampata sopra) e per la torunée del cantautore stesso. Il tutto senza alcun accordo economico.

Con l’avvocato andammo nel camerino del Lirico (teatro di Milano dove si stava esibendo Dalla, ndSA) e consegnammo personalmente a Lucio l’ingiunzione di ritiro immediato di tutti i materiali pubblicitari con elementi chiaramente estratti dalla mia foto, a meno di un accordo. Lucio sbiancò. Ci mettemmo d’accordo. Per una cifra a saldo degli abusi passati, gli offrii l’utilizzo futuro dell’immagine per sempre. Non accettò. Anzi, mi disse: “Alla fine di questa tournée cambierò look”.

Così fece: niente più zuccotto e occhiali tondi, ma quel look restò il più iconico e identificativo del cantante.

Una mostra (che sarà itinerante) a Bologna

Intanto, il 4 marzo 2022 è stata inaugurata  la mostra “Lucio Dalla. Anche se il tempo passa” al Museo civico archeologico di Bologna. Nel decennale dalla scomparsa, vuole raccontare il percorso umano e artistico del cantante attraverso una lunga raccolta di materiali (documenti, foto, filmati, abiti di scena), molti dei quali esposti per la prima volta. L’esposizione è suddivisa in oltre dieci sezioni, da quella dedicata all’infanzia alla passione per il clarinetto, dal rapporto con il teatro e il cinema alla poesia di Roberto Roversi, e fino alla sua amata Bologna. C’è anche un focus sui volti meno noti e sconosciuti, per i quali Dalla ha sempre provato interesse e attrazione: «Io amo il mio lavoro perché mi dà la possibilità di stare in mezzo alla gente – recita una frase affissa in una delle sale – di parlare con la gente, di essere utile». La tappa di Bologna sarà la prima di un percorso che dal 22 settembre arriverà all’Ara Pacis di Roma e nel 2023 anche a Napoli e Milano.

Riguardo a Lucio Dalla, su SA potete recuperare la recensione Classic del disco al centro di questo articolo, Dallaa cura di Beatrice Pagni, come anche quella dell’album Com’è profondo il mare (1977), firmata da Federico Pevere.

Tracklist

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