Laura Pausini è stata oggetto di una polemica social tra le più seguite e agguerrite degli ultimi tempi. Coperta da una raffica di critiche e insulti per essersi rifiutata di intonare Bella Ciao durante lo show spagnolo El Hormiguero, la cantante ha risposto via Twitter a quanti le davano contro, affermando di «non cantare canzoni politiche né di destra né di sinistra» ma unicamente «ciò che pensa della vita» e di non voler che nessuno la strumentalizzi per fare propaganda politica.
Laura Pausini se niega a cantar 'Bella Ciao' en 'El Hormiguero': "Es una canción política" https://t.co/3ZHyMEPBPC
— 20minutos.es (@20m) September 13, 2022
Probabilmente pressata da quanti le precisavano il significato della canzone – Bella ciao non è un inno di destra o di sinistra ma di libertà contro dittature, fascismi e nazismi associato a (e simbolo della) Resistenza, ovvero un eterogeneo insieme di soggetti politici tra cui comunisti, liberali, azionisti, democratici cristiani e monarchici – la cantante è tornata sull’argomento elaborando meglio il suo punto di vista. Pausini riconosce la canzone come inno di libertà ma prende le distanze dalla sua strumentalizzazione politica.
In una situazione televisiva estemporanea, leggera e di puro intrattenimento, ho scelto di non cantare un brano inno di libertà ma più volte strumentalizzato nel corso degli anni in contesti politici diversi tra loro. Come donna, prima che come artista, sono sempre stata per la libertà e i valori ad essa legati. Aborro il fascismo e ogni forma di dittatura… …volevo evitare di essere trascinata e strumentalizzata in un momento di campagna elettorale così acceso e sgradevole, purtroppo non è stato così
Laura Pausini
— Laura Pausini (@LauraPausini) September 15, 2022
L’antefatto
La cantante e presentatrice dell’ultima edizione dell’Eurovision, avrebbe dovuto cantare il noto canto popolare come previsto dal gioco del programma che, nello specifico, richiedeva ai concorrenti di intonare un pezzo che contenesse la parola Corazon.
Pausini aveva proposto Cuore Matto di Little Tony ma il conduttore Pablo Motos le ha preferito Bella Ciao, immortale inno della Resistenza italiana che ha recentemente goduto di un nuovo momento di gloria grazie a La Casa di Carta. «È una canzone molto politica e io non voglio cantare canzoni politiche», la giustificazione della cantante, che chiudendo la questione a livello televisivo ne ha aperto una molto più grande sui social, sia sotto il post in cui annunciava la sua presentazione, sia sotto tutti quelli che hanno iniziato a ribattere la notizia.
Tra chi ha criticato Laura Pausini c’è stata la deputata socialista Adriana Lastra («Rifiutarsi di cantare una canzone antifascista dice molto della Signora Pausini e niente di positivo»), il parlamentare europeo Ibán García e Pierpaolo Capovilla.
«La mia storia di 30 anni parla per me», ha continuato la cantante su Twitter.
Che il fascismo sia una vergogna assoluta mi sembra ovvio per tutti. Non voglio che nessuno mi utilizzi per la propaganda politica. Non inventino ciò che non sono.
Laura Pausini, Twitter
Tuttavia, ad elogiare il suo gesto sui social è stato Matteo Salvini, che ha espresso stima nei confronti della cantante. Anche il suo rifiuto, alla fine, è stato strumentalizzato.
L’antefatto della faccenda, secondo RS Italia, sarebbe da ricondursi alla protesta degli esuli cubani – nello specifico il collettivo Vigilia Mambisa – che lo scorso maggio avevano tacciato la cantante di essere una «comunista e castrista», distruggendo i suoi CD con un rullo compressore in segno di protesta.