La pubblicazione del post Facebook in cui Björk accusava apertamente l’unico regista danese con il quale avesse mai lavorato – Lars Von Trier – di molestie sessuali durante le riprese di un film che, giocoforza, è Dancer in the Dark del 2000, ha suscitato parecchio clamore. La sua uscita allo scoperto è stata una delle più emblematiche tra quelle emerse finora sulla scia dell’enorme scandalo sollevato dall’inchiesta del New York Times sul produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, accusato di violenze sessuali perpetuatesi in oltre trent’anni di carriera.
La risposta del popolare cineasta non si è fatta attendere, riporta COS. Ieri dalle colonne del giornale danese Jyllands Posten, Von Trier ha affermato che «le cose non sono andate così» e che tra tutte le performance da lui dirette la sua è stata la più memorabile. Al netto delle nuove dichiarazioni, la travagliata produzione di Dancer in the Dark, che nell’anno della sua uscita ha vinto la Palma d’Oro a Cannes (con l’artista islandese ad aggiudicarsi il premio come migliore attrice) è da sempre di pubblico dominio. Note le accese e continue discussioni tra il cineasta e la cantante, con quest’ultima ad uscire più volte dal set durante le lavorazioni minacciando di non farvi mai più ritorno. All’epoca i due sono stati nominati anche agli Oscar con il brano I’ve Seen It All, scritto da Von Trier (di seguito lo streaming della sequenza con la performance della canzone).
Tornando all’articolo, anche il co-produttore del film, nonché socio del registra nella casa di produzione Zentropa, Peter Aalbaek Jensen, ha espresso la sua opinione sulla vicenda, prestandosi idealmente alla controversia: «Tutto quello che posso ricordare è che siamo stati tutti vittime… …quella donna era più forte di me, di Lars e dell’intera nostra organizzazione messa assieme».