Kurt Cobain
Kurt Cobain, still da "Mtv Unplugged in New York" dei Nirvana (1994)

Kurt Cobain. La casa d’infanzia del cantante dichiarata luogo di interesse storico

L'abitazione potrebbe diventare un museo dedicato al frontman

La casa d’infanzia di Kurt Cobain ad Aberdeen, WA, è diventata ufficialmente un sito di rilevanza storica. A dichiararla tale il Dipartimento di archeologia e conservazione storica dello stato di Washington, che ha annunciato che il fabbricato di un piano e mezzo, costruito nel 1923 e dove il frontman dei Nirvana ha vissuto  dal 1968 al 1984, è stato inserito nel “Registro del patrimonio” degli edifici storicamente importanti.

Come riportato da Rolling Stone, Lee Bacon, l’attuale proprietario, ha quasi terminato la ristrutturazione dell’immobile riportandolo alle originarie condizioni vintage degli anni ’70, con l’intenzione di renderlo «un progetto tributo alla vita e alla carriera di Kurt, arricchito da dettagli museali». Le leggi urbanistiche vietano che venga trasformato in un museo, Bacon spera, tuttavia, di poter offrire in futuro visite guidate occasionali.

Bacon e sua moglie Dani hanno acquistato la proprietà nel 2018 per 225.000 dollari, coinvolgendo anche la sorella del musicista Kim Cobain nel progetto di restauro. La casa contiene il tavolo da pranzo originale e la vetrinetta delle porcellane della famiglia Cobain, così come il materasso della camera da letto di Kurt e gli arredi della stanza da letto per bambini utilizzata dal frontman e da sua sorella. Per completare il suo progetto, Bacon ha anche acquistato un edificio di 25.000 metri quadrati nel centro di Aberdeen, dove ha intenzione di aprire un “Tribute Lounge and Gallery Cafe”, con manufatti, foto di Cobain e altri cimeli storici.

L’ex batterista della band di Seattle, Dave Grohl, ha recentemente accennato a cosa Kurt Cobain, se fosse ancora in vita, penserebbe oggi dei Foo Fighters, nonché delle eventuali celebrazioni di Nevermind in occasione del 30° anniversario che cade quest’anno. Sulle nostre pagine potete inoltre recuperare la recensione del suddetto classico, curata da Stefano Pifferi.

Tracklist

Ti potrebbe interessare