Inafferrabili, ambigui, assolutamente folli. I KLF sono tornati allo scoperto all’improvviso e senza nemmeno annunciarlo apertamente, pubblicando sulle principali piattaforme di streaming una selezione di singoli per circa una trentina di minuti di musica. La release s’intitola Solid State Logik 1 e segna la ricomparsa di un catalogo mai apparso online a quasi trent’anni dal abbandono del music business da parte del duo.
Leggenda narra che dopo aver sparato a salve sul pubblico ai Brit Awards del 1992 la formazione abbia scaricato davanti a una casa dove si stava tenendo un party una pecora morta accompagnata da un biglietto con scritto: “I died for you”. Due anni più tardi il gesto finale: il rogo di un milione di sterline ricavate dai loro introiti discografici nella sperduta isola scozzese di Jura.
Da allora, quanto prodotto da Jimmy Cauty e Bill Drummond è stato disponibile in rete unicamente sotto forma di bootleg caricati su YouTube dai fan e, persino, attraverso cornucopie apparse su Spotify.
Ad anticipare, il ritorno sulle scene del duo, un paio di poster e alcuni graffiti apparsi sotto un ponte ferroviario di Londra, di cui abbiamo uno scatto via IG della fidanzata di Cauty (verosimilmente lo stesso che si vede nella copertina della pagina YouTube).

… e stando a quanto scrivono i Nostri, sempre nelle note del loro canale YouTube, questo è solo l’inizio.
I KLF sono entrati in possesso dei lavori prodotti dai The Justified Ancients of Mu Mu, dai The Timelords e i The KLF tra il primo gennaio 1987 e il 31 dicembre 1991. Questa appropriazione fornirà loro l’opportunità di raccontare una storia in cinque capitoli, sfruttando il medium dello streaming. Il nome di questa storia è “Samplecity Thru Trascentral”.
KLF, YouTube
