Kevin Spacey
Kevin Spacey, House Of Cards (2017)

Kevin Spacey, la morte di un accusatore porta alla chiusura del caso

Il vento giudiziario continua a soffiare a favore di Kevin Spacey.
Kevin Spacey dribbla le accuse ancora una volta. In questo caso – però – per la morte dovuta a cause naturali del suo accusatore, un terapista che lo aveva denunciato per molestie sessuali. L’uomo, conosciuto solo come John Doe, è morto nel corso delle indagini, motivo per cui l’ex Frank Underwood della serie TV House of cards non potrà essere processato: «In mancanza della vittima, le accuse non possono essere provate», ha detto il procuratore distrettuale della contea di Los Angeles nelle dichiarazioni riportate da TMZ.
Il terapista accusò Spacey per averlo costretto due volte a toccargli i genitali durante una seduta di massaggi terapeutici a cui l’attore si sottopose a Malibù nel 2016. Sembra inoltre che l’attore avesse afferrato l’uomo per le spalle nel tentativo di baciarlo e di accarezzargli a sua volta i genitali. In più – sempre secondo l’accusa dell’anonimo querelante, ora deceduto – Spacey gli chiese di fare sesso con lui, al che lo stesso John Doe pose fine alla seduta.
Si tratta della seconda volta che il vento giudiziario spira a favore dell’attore. A luglio erano cadute le accuse di molestie a suo carico anche da parte di un giovane che all’epoca dei fatti faceva il cameriere in un bar di Nontucket, nel Massachusetts. Ricordiamo che Kevin Spacey, a causa delle denunce ricevute per i suoi presunti comportamenti sessuali, due anni fa fu escluso dalla stagione finale della succitata serie ambientata principalmente a Washington, nelle segrete stanze della politica americana. Ma per una volta, in occasione delle scorse festività natalizie, era voluto tornare a vestire i panni del suo personaggio in un video in cui manifestava il proprio desiderio di voler vivere alla luce del sole la propria omosessualità.
Tracklist

Ti potrebbe interessare