A oltre quarant’anni dalla sua uscita, Unknown Pleasures dei Joy Division continua a imporsi come uno degli snodi fondamentali del rock. Una nuova e autorevole consacrazione arriva dall’Independent che incorona il debutto della band di Manchester come miglior album d’esordio di tutti i tempi.
Il riconoscimento prende forma all’interno dello speciale The 35 greatest debut albums of all time, from Arctic Monkeys to Ramones, una rilettura dell’impatto delle opere prime capaci di plasmare generi, linguaggi e intere generazioni di artisti. L’analisi parte da una constatazione precisa: il dibattito critico tende spesso a spostarsi su ciò che viene dopo, eppure, sottolinea The Independent, i debutti agiscono di frequente come dichiarazioni d’intenti radicali, in grado di ridefinire l’idea stessa di musica pop e rock.
Un album dostoevskiano
In cima alla lista spicca Unknown Pleasures, un disco che non assomiglia a nulla di ciò che lo ha preceduto – né a ciò che è venuto dopo – e che vive di un senso di mistero persistente. Il critico Chris Harvey lo definisce addirittura “quasi dostoevskiano”, richiamando la forza spirituale cupa e magnetica che attraversa l’opera. Le linee di basso irrequiete di Peter Hook pulsano sotto la voce urgente e tormentata di Ian Curtis, toccando vertici di intensità in brani come She’s Lost Control e nella chiusura spettrale di I Remember Nothing. Al termine dell’ascolto, conclude il giornale, risulta difficile non considerarlo un disco life-changing.
Altri memorabili debutti
La classifica include anche altri esordi fondamentali: Horses di Patti Smith (1975) al terzo posto, il primo album dei Ramones (1976) al settimo, The Clash (1977) al diciassettesimo e Never Mind the Bollocks (1977).
Ampia attenzione va agli esordi in ambito hip hop: Jay-Z, Run-DMC, Eminem, Kendrick Lamar, N.W.A., Kanye West, Beastie Boys, The Notorious B.I.G. e Nas. E non mancano nemmeno contributi fondamentali in altri generi: grime con Dizzee Rascal, soul con Lauryn Hill, pop con Lady Gaga e French touch con Daft Punk.
Per la classifica completa rimandiamo all’articolo pubblicato dall’Independent. Su SA trovate invece le recensioni classic di entrambi gli album in studio dei Joy Division – Unknown Pleasures e Closer –, oltre all’ampio monografico e alla storia dietro il clip di Love Will Tear Us Apart.