«Non ho mai trovato nessuno meglio di me». Jerry Lee Lewis in un’intervista al Guardian

Il Guardian ha intervistato l'icona del rock & roll Jerry Lee Lewis. Vi riportiamo alcuni passaggi dell'articolo

Jerry Lee Lewis è stato ed è tuttora una delle più grandi leggende viventi del rock & roll. Il prossimo 29 settembre compirà 80 anni e festeggerà la ricorrenza in tour tra Inghilterra e Stati Uniti. Per l’occasione, il quotidiano britannico Guardian ha pubblicato un’intervista al musicista da cui emergono alcuni lati del suo carattere, a cominciare dal rapporto ambivalente con la religione: «sono sempre stato preoccupato di capire dove sarei finito, se all’Inferno o in Paradiso, e ancora lo sono. Ci penso sempre prima di andare a letto. È una cosa molto seria per me». Una preoccupazione che nasce probabilmente da una vita degna d’un romanzo, spesa tra numerosissimi matrimoni (sette, alcuni durati pochissime settimane), tragedie personali (due mogli e due figli morti), grandi successi e grandi fallimenti.

Noto anche l’egocentrismo per nulla mascherato – ma giustificato da una tecnica al pianoforte e da un approccio al palco che gli hanno garantito il soprannome di The Killer – del musicista, che all’intervistatore interessato a sapere chi siano stati i suoi eroi musicali, risponde: «io. Nessun’altro. Ho ascoltato molti musicisti, mi sono piaciuti, ma non ho mai trovato nessuno meglio di me».

Piuttosto eloquente anche l’episodio accaduto di recente a New Orleans, che riporta di un Elton John tremante al cospetto del “maestro” Lewis, quest’ultimo, un personaggio dal carattere non certo accomodante: «era nervoso perché doveva incontrarmi. Non era spaventato dal fatto che potessi ferirlo in qualche modo. Non voglio che le persone abbiano paura di me», sottolinea Jerry Lee.

In riferimento allo scandalo che alla fine degli anni ’50 lo travolse, durante un tour in un’Inghilterra scioccata per le sue nozze con la cugina tredicenne Myra Gale Brown – allora Lewis aveva 22 anni e già due matrimoni alle spalle – il musicista sottolinea: «non ho mai fatto nulla di cui dovessi vergognarmi. Non sono mai stato il tipo di uomo che prende una donna, la porta su una collina, vive con lei per otto anni e poi la sposa quando rimane incinta».

Potete leggere tutta l’intervista sul sito internet del Guardian.

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