Quella che compie ogni anno Jazz:Re:Found è un’indagine. Un lavoro di ricerca tra le contaminazioni e le evoluzioni dei linguaggi del jazz e della black music. Anche quest’anno, giunto all’undicesima edizione, il festival nato a Vercelli, sta ottemperando coerentemente alla sua mission. Tra grandi classici dell’universo black, su tutti Yasiin Bey – noto come Mos Def – nomi di impatto, vedi Bonobo, e proposte più sperimentali – tra cui il pop-funk dei Knower e l’afrofuturismo di Dj Khalab – la rassegna mantiene un’identità forte senza rinunciare alle novità. Già, rassegna. Perché da questa edizione, Jazz:Re:Found, solitamente piazzato nel periodo di dicembre, è diventato un evento diffuso. Più luoghi, più periodi per raccontare dove si sta muovendo il jazz. Un linguaggio oggi più che mai meticcio e apolide come le produzioni di Darren Terrell Smith, attore e rapper, figura storica dell’universo hip-hop, che dal 2011 (dopo la conversione all’Islam) si fa chiamare Yasiin Bey.
La sua presenza al Supermarket, nella gelida notte torinese dello scorso 30 novembre, ha riscaldato un pubblico accorso numeroso. L’evento è andato sold-out, con il rapper a tener banco a suon di beat old-school, venature jazz e rime a sfondo socio-politico. E pazienza se il live, a causa un ritardo aereo, è iniziato con un poderoso ritardo di circa un’ora. Def, come i più grandi, si è fatto attendere ma ha proposto anche alcuni episodi di Black on Both Sides – un album, ricordiamolo, inserito nella storia dell’hip-hop mondiale – come Mathematics, Hip Hop e Umi Says, quest’ultima in una versione ri-arrangiata dal suo dj di fiducia. Nonostante una forma vocale non totalmente smagliante, il rapper è riuscito, grazie alla verve di MC, a unirsi alla folla, a scuoterne i corpi e la mente.
Far ballare, con ricerca e gusto, è ora l’obiettivo di WEEKENDER, la rassegna che Jazz:Re:Found si prepara a portare a Torino tra il 7 e l’8 dicembre. Al centro del discorso, il ritmo «con la sua energia irrefrenabile – si legge in un comunicato – e seducente, un virus che contagia irrimediabilmente e la sua capacità millenaria di attrarre a sé comunità eterogenee, inclusive, unite». Ritmo che significa movimento, instabilità, e pertanto saranno due le location tra cui bisognerà spostarsi per assistere a un cartellone di live e dj-set di primissima qualità.
Si parte venerdì 7 dicembre alle 21:00 dalla location Off-Topic, con le contaminazioni tra jazz, hip hop e dub di Joe Armon Jones: il musicista è un veterano dello UK Jazz, fondatore dell’ensemble Ezra Collective nonché colonna portante dei tour di Nubya Garcia, Oscar Jerome e ATA KAK. Ci si sposta, al termine, al Supermarket (ore 22.30), dove la scena è tutta per Jayda G. La canadese è cresciuta sotto l’ala del mitico collettivo Sex Tags Mania, guidato dal maestro house Dj Fett Burger. Passione ed esperienza l’hanno portata a costruire set dal forte impatto ritmico, festoso e sensuale. Nella stessa serata, spazio a Bugz in the Attic, un collettivo che si è distinto come indiscusso pioniere della musica soul club britannica, e a Mr. G, un’altra figura storica della club culture.
Ma non ci sarà tempo di riposare, perché sabato 8 dicembre si torna alle 21:00 all’Off-Topic per lo spettacolo afrofuturista di Dj Khalab in versione “live trio”, accompagnato dagli ospiti d’eccezione Moses Boyd e Tenderlonious. Khalab aka Raffaele Costantino è noto ai lettori di SA: un esploratore della cultura musicale africana più autentica, uno sperimentatore, un collante tra musicisti e progetti. E naturalmente un produttore di tutto rispetto: il suo ultimo lavoro, Black Noise 2084 (recensione di Andrea Murgia) ha guadagnato il rispetto della critica musicale internazionale. Esplorano, e lo fanno partendo dalla loro terra d’origine, anche i Nu Guinea (dalle 22.30 al Supermarket), il nome più chiacchierato del 2018 musicale italiano. Il disco – Nuova Napoli – ha fatto riemergere dagli scantinati calorose atmosfere funky della città partenopea creando – come dicevamo in sede di recensione e nella nostra intervista al duo – un ponte tra la tradizione che da James Senese va a Tullio De Piscopo e le ritmiche contemporanee. Un sapore mediterraneo avvolgerà il cielo torinese.
E poi ancora le selezioni pregiate di Antal, il boss di Rush Hour, e il set di Mafalda, la cui particolare inclinazione per soul, jazz, bossa nova ed altre sonorità ha già incantato il pubblico di numerosi club dove la dj ha suonato con artisti come Sadar Bahar, Floating Points, Antal e Hunee. Maestri del ritmo, con un occhio attento alle evoluzioni del linguaggio jazz.
