Jarvis Cocker, sulla copertina del nuovo numero di Another Man, ha condiviso sul sito del giornale un manifesto scritto di suo pugno, intitolato Nu-Troglodyte, per esprimere i benefici della vita senza la tecnologia dell’informazione. «Dove trovare la pace e il silenzio totale? L’oscurità Totale?», recita retorica l’introduzione, «qui [dove non prende] il cellulare. Senza wi-fi, TV e radio. Questo è il vero sound dell’Underground».
«È forse una coincidenza il fatto che il club che ha dato i natali al gruppo musicale più importante del secolo scorso si chiamasse “The Cavern”? Non credo. Perché i migliori nightclub si trovano in scuri scantinati con i soffitti bassi? Facile: perché rappresentano un ritorno alle origini. Un ritorno alla caverna. Voglio dire, insomma, perché pensate che l’abbiano chiamato rock, tanto per cominciare? Tutto è cominciato lì».
In pratica, per il leader dei Pulp «è tempo di fuggire da questa costante ed infinita aria fritta che ci distrae da ciò che siamo davvero e da ciò che vogliamo realmente fare». «Qui [in questa nuova età della pietra] c’è spazio per pensare», conclude, «venite a riflettere. Sedetevi su una roccia. Ricominciamo da capo».
Foto di Alasdair McLellan
