Come un fulmine a ciel sereno, pubblicando esclusivamente su Instagram e Youtube un mercoledì qualsiasi, J.Cole torna come solista nel nuovo singolo Port Antonio. Dopo le solite apprezzabili comparse da ospite di lusso nei brani Blow For Blow (con Tee Grizzley) e Ruby Rosary (con Asap Rocky), l’MC statunitense torna come protagonista in una traccia densa e meditativa.
La semplice melodia principale di pianoforte (che ricorda non poco quella di Dead Presidents II di JAY-Z) è accompagnata a braccetto dal campionamento vocale di Know That You Are Loved, pezzo estratto da Mother di Cleo Sol. Immerso in questo clima minimalista le parole, o meglio i pensieri, possono respirare e manifestarsi in piena libertà.
Con il solito raffinato stile diaristico che lo ha sempre caratterizzato, Cole riflette su un’importante gamma di argomenti che spaziano tra ascesa verso il successo, contrasto tra passato e presente nella sua esperienza, spiritualità e difficoltà nei ghetti d’America, prima di arrivare al tema più importante: la cultura hip hop, secondo la sua prospettiva.
Il rapper di origini tedesche infatti discute apertamente le dinamiche del pubblicizzato dissing tra Kendrick Lamar e Drake, che ha stravolto l’intera scena, citandolo come esempio di divisione, ricerca di spettacolarità e mezzo per raggiungere il primato. La posizione di Cole all’interno della faida, era stata ritenuta codarda e debole. Infatti, dopo aver pubblicato 7 Minutes Drill, dove scredita lo status e la discografia di Lamar, Cole si era apparentemente schierato a favore di Drake, preannunciando l’inizio di una “civil war”. Tuttavia, poco dopo, si è pentito del gesto, scusandosi pubblicamente con il collega ed eliminando il brano dai siti streaming. In Port Antonio invece, questa scelta discussa viene raccontata da lui stesso come matura e pacifista. “Non avrei perso una guerra, avrei perso un fratello” dice, o ancora “ i miei amici sono andati in guerra, sono andato via con il loro sangue addosso”. Verso la conclusione afferma infine di “non voler essere un’arma letale”.
Port Antonio è una riflessione necessaria, che cerca di spazzare via l’idea di rap come scontro e accusa costante, a favore di un approccio pacifico e unificatorio. Dopo Watch The Party Die (uscito l’11 settembre di quest’anno), il singolo a sorpresa di Kendrick Lamar, che accende un’intrigata riflessione sulla cultura hip hop e sulle sue debolezze, arriva un altro singolo incentrato sullo stesso argomento, questa volta dall’altro grande pilastro del rap moderno. In un mese, i due più grandi di questa generazione, seppur con prospettive diverse e opinioni contrastanti, si sono preoccupati di dipingere affreschi così tanto profondi e saturi di riflessioni sullo stesso tema. La cultura intera del movimento potrebbe risentirne.