Iniziative benefiche e Covid-19: due nuove versioni di “Ma il cielo è sempre più blu” firmate Achille Lauro e Italian All Stars For Life

Torna alla ribalta Rino Gaetano, la cui "Ma il cielo è sempre più blu" è stata una delle canzoni più interpretate durante i concerti dai balconi che hanno caratterizzato i primi tempi della quarantena.

“Il cielo a volte, invece, ha qualche cosa di infernale” (Franco BattiatoStrani giorni)

Torna alla ribalta Rino Gaetano, la cui Ma il cielo è sempre più blu è stata una delle canzoni più interpretate durante i concerti dai balconi che hanno caratterizzato i primi tempi della quarantena. Un’acclamazione spontanea (ma davvero esiste ancora la spontaneità ai tempi dell’iperconnessione social?) che trova giustificazione nel più che comprensibile bisogno di motivazione e conforto in una fase tra le più drammatiche della Storia recente, che ha radicalmente cambiato regole, ritmi e riti del quotidiano. Tralasciamo perciò di sottolineare quanto siano state così travisate le intenzioni del brano originale, che nel ritornello apparentemente speranzoso celava una critica assieme affettuosa e feroce all’arrendevole fatalismo diffuso a livello popolare, sorta di occhiali rosa che se da un lato ci permettono di andare avanti in mezzo alle peggiori avversità e ingiustizie, dall’altro rappresentano una delle cause principali della cronicizzazione di quegli stessi problemi.  

Sia come sia, proprio Ma il cielo è sempre più blu è stata scelta da Amazon assieme alle principali associazioni industriali del settore musicale italiano (AFI, FIMI e PMI) per dare forma a un’iniziativa benefica a sostegno della Croce Rossa Italiana. I nomi coinvolti nell’operazione sono una vera pletora, da Fedez a Levante, da Lo Stato Sociale a Diodato, da Gianni Morandi a Piero Pelù, da Fiorella Mannoia ai Pinguini Tattici Nucleari, da J-AX a Cristina D’Avena e via discorrendo. Il supergruppo – costituito ovviamente “a distanza” – è stato battezzato Italian All Stars For Life, sorta di riedizione di quel Musicaitalia per l’Etiopia che nel 1985 dette vita a una versione collettiva di Volare (impossibile ancora oggi determinarne il grado di bruttezza, neanche utilizzando come fondo scala Viva la libertà di Jovanotti ) sulla scia dell’operazione Live Aid. 

Detto a titolo di curiosità che l’inossidabile Loredana Berté è l’unica ad aver partecipato a entrambi i progetti, la Ma il cielo è sempre più blu appena sfornata è costruita come un patchwork di camei (un verso ciascuno) ai tempi di Zoom, tra cui spiccano le scelte autoironiche di Bugo (alle prese con “Chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo”) e Claudio Baglioni (ovviamente “Chi canta Prévert, chi copia Baglioni”), è un tipico brano-vetrina senza alcuna pretesa, compresa la sezione rap centrale affidata a qualche pensierino a bassa intensità e alto tasso retorico di Marracash, Emis Killa e Fabri Fibra. Speriamo che almeno serva a raccattare qualche soldo, che poi ovviamente è il motivo per cui esiste.

Curiosamente, anche Achille Lauro si è impegnato in una rilettura di Ma il cielo è sempre più blu, slegata dall’iniziativa Italian All Stars For Life ma comunque sempre a scopo benefico, ricollegandosi infatti alla campagna #ForFounding di Banca Intesa e al fondo di solidarietà #COVID19 della United Nations Foundation via Gucci Community. Il progetto dovrebbe coinvolgere altre band, ma intanto Lauro ha anticipato su Instagram questa sua versione dal taglio acustico e grave, per la quale si è preso la briga di riadattare parzialmente il testo alla situazione presente (“Chi muore da star, chi muore per caso/Chi vive da solo, chi si tiene per mano”).

Il risultato è diametralmente opposto rispetto al patchwork collettivo suddetto: più che sulla forza liberatoria del pezzo (assai equivocata, come già detto), Achille punta su se stesso. L’ormai ex-rapper spinge su un branding forte, legato sì alla maison fiorentina ma soprattutto a mosse caratterizzate da una ben ponderata commistione tra popular e ricercatezza, un “percorso” che ahimé sembra infrangersi sulla banalità senza scampo delle idee musicali chiamate in causa (lasciando perdere la pochezza dei mezzi a disposizione di Lauro come interprete, già prigioniero di espedienti logori – quegli “oh” tra languore e collasso, quegli sdilinquiti “mioddio” – che ahilui lo rendono quasi caricaturale).

https://youtu.be/lZgbXRfGKJQ

 

Tracklist