In memoriam 2011

Il 2010 si era chiuso con un vero trauma per ogni amante del rock, della musica, della vita: la morte di Don Van Vliet aka Captain Beefheart, l’eroe degli eroi. Il 2011 non poteva essere annunciato in un modo peggiore. Ed è stato un anno-ecatombe, tra morti biologiche e morti artistiche, storie pluridecennali di arte & vita poste a conclusione.

Un anno drammatico, per certi versi anche rassegnato, puntellato da nomi e fiocchi neri che mettiamo qui sotto in riga, tra addii artistici e addii esistenziali, per così dire, specificando che ogni nome-link riporta alla nostra news relativa (o a un articolo SA parimenti significativo).

Sugli split Stereogum ha fatto anche e giustamente ironia, con un video in stile “vogliamo ricordarli così” che linkiamo qui sotto in embed. Spinner ha proposto invece una galleria fotografica brevemente commentata, che inanella split e passed away, a questo link: http://www.spinner.com/2011/12/23/musician-deaths-breakups/#photo-1.
BREAK UP

Pensionamento del moniker The Streets per Mike Skinner (dicembre 2010).

Si sono sciolti…

I White Stripes di Jack & Meg e gli LCD Soundsystem di James Murphy (febbraio).

REM di Michael Stipe, Mike Kills e Peter Buck (che hanno gestito la cosa – finora – da veri signori; settembre).

E’ finito poi il pluridecennale matrimonio tra Thurston Moore e Kim Gordon (ottobre) e di conseguenza sono finiti anche i Sonic Youth (novembre).

E’ finito anche il matrimonio tra Zooey Deschanel e Ben Gibbard, rispettivamente voce degli She & Him e frontman dei Death Cab For Cutie.
R.I.P.

Dopo una vita tutta in salita, segnata da alcol, droghe e carcere (e negli ultimi anni anche dalla sieropositività), il poeta di strada Gil Scott-Heron, tornato alla ribalta con I’m New Here (e il suo disco-gemello di remix curati da Jamie degli xx), se n’è andato per una polmonite (maggio).

Una vita tutta in salita anche per l’hip hop artist e dj Leon Botha, affetto da progeria, icona vivente del provocatorio act sudafricano Die Antwoord (giugno).

I troppi interventi chirurgici e le conseguenti complicazioni hanno fermato la colonna della E Street Band del Boss, il sassofonista Clarence “Big Man” Clemons (giugno).

I continui eccessi chimico-etilici hanno sfinito la povera Amy Winehouse (la sua è stata probabilmente la pop-star-death più clamorosa dopo quella di Jacko nel 2009; luglio).

Dj Mehdi ci ha lasciato le penne per uno stupido incidente domestico (settembre).

La polmonite, probabilmente causata dal virus H1N1, si è portata via Thrish Keenan dei Broadcast (gennaio).

Il cancro ha stroncato Suze Rotolo (la ragazza icona di The Freewheelin’ Bob Dylan; febbraio), Gerard Smith (bassista dei TV On the Radio), Poly Styrene (degli X-Ray Spex; aprile), Bert Jansch (il fondatore dei Pentagle) e ovviamente il social-tecnocrate Steve Jobs (ottobre).

Ci hanno lasciato anche i “nostri” Ernesto De Pascale (giornalista, organizzatore e divulgatore musicale; febbraio), Enzo Del Re (autore dell’anthemico Lavorare con lentezza; giugno) e Piero Milesi (raffinato compositore classico-contemporaneo e collaboratore dell’ultimo De André; ottobre).

In Memoriam: Bands We Lost In 2011 from stereogum on Vimeo.

Tracklist

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