Avrete notato anche voi come periodicamente i media più o meno specializzati in campo musicale tornano sulla questione, ovvero la compilazione di classifiche per stabilire chi siano i “migliori” chitarristi di ieri e di oggi. Molto più raramente con questo meccanismo di graduatoria si cerca di dare visibilità all’esercito di chitarristi che invece, nonostante le innegabili qualità, vengono criminalmente presi per scontati. Provando quindi al contrario a compilare una lista dei più sottovalutati. Tra questi, forse perche legato ad uno stile musicale ben preciso e codificato, possiamo tranquillamente annoverare lo statunitense Brian Setzer.
Mentre i più lo ricorderanno ancora per i suoi esordi a capo del trio rockabilly degli Stray Cats, il musicista ha dagli anni ’90 in poi proseguito la propria carriera, tra le altre cose, sia come solista che nelle vesti di band leader dell’omonima Brian Setzer Orchestra, dando prova del proprio virtuosismo anche nei generi jump blues e western swing.
A sette anni di distanza dalla sua ultima prova discografica – pausa questa in parte forzata anche da problemi di salute – Setzer ritorna in ottima forma con un nuovo album in veste solistica e completamente composto da nuove canzoni. Il disco si intitola Gotta Have The Rumble e la sua uscita – su Surfdog Records – nei formati CD e digitale è fissata per il 27 agosto, mentre la pubblicazione della versione vinile è prevista per l’autunno prossimo.
Dopo la premiere del singolo apripista Checkered Flag, il chitarrista offre un altro assaggio, questa volta con la seconda traccia estratta dall’album, ovvero Smash Up On Highway One. A proposito di questa canzone Setzer racconta: «In genere inizio con un riff di chitarra. In questo caso, stavo suonando Misirlou di Dick Dale con gli Stray Cats è mi sono trovato a pensare quanto sarebbe stato figo scrivere un riff come quello. Cosi mi sono trovato con qualcosa di insolito. Non so come chiamarlo, medio-orientale o est-europeo. Qualche professore di college probabilmente ha un nome per quel tipo di scala. (…) È un modo per andare oltre il genere rockabilly. La ritmica surf è suonata dal batterista in maniera simile a quella di Wipeout di The Surfari».