Il duo punk-rap britannico Bob Vylan è finito al centro delle polemiche per le dichiarazioni del frontman Bobby durante un concerto ad Amsterdam, accusato di aver “celebrato” la morte dell’attivista conservatore statunitense Charlie Kirk, ucciso in un attentato lo scorso 10 settembre nello Utah.
Durante l’esibizione al Paradiso Grote Zaal, Bobby ha introdotto il brano CSGB definendo Kirk “un pezzo di merda” e ironizzando sul fatto che i suoi pronomi fossero ormai al passato. Alcuni media, tra cui LBC, hanno riportato che la band avrebbe festeggiato la morte del leader conservatore. La notizia è stata però smentita dallo stesso cantante in un video diffuso il 14 settembre: «In nessun momento è stata celebrata la sua morte. L’ho chiamato pezzo di merda, questo sì, ma non c’è stata alcuna celebrazione».
Durante lo stesso concerto, Bobby ha pronunciato dichiarazioni politiche contro Israele e l’esercito israeliano, guidando cori di «death to the IDF», invitando il pubblico a opporsi a fascisti e sionisti e attaccando apertamente l’azione militare israeliana.
Charlie Kirk, figura di spicco del movimento conservatore e vicino a Donald Trump, era noto per le sue posizioni contro l’aborto, l’immigrazione, il femminismo e l’Islam. Fondatore di Turning Point USA e del progetto TPUSA Faith, sosteneva la necessità di limitare l’immigrazione, difendeva il Secondo Emendamento sulle armi da fuoco e si era distinto per dichiarazioni controverse su neri, musulmani e donne.
I Bob Vylan, già finiti sotto indagine per analoghi cori anti-IDF a Glastonbury 2025, hanno ribadito che il loro obiettivo è denunciare l’operato dell’esercito israeliano e non attaccare un gruppo etnico o religioso.
Di tutt’altro tono, la posizione dei Coldplay riguardo a Kirk. Nell’ultimo concerto tenuto dalla band a Wembley, Chris Martin ha dichiarato di voler “mandare amore ovunque nel mondo”, anche alla famiglia di Kirk. «Si può mandare amore anche a chi non la pensa come noi».