Gli Afterhours hanno condiviso sul loro canale YouTube ufficiale sei video – contenenti i brani Dentro Marilyn, Padania, Grande, Non voglio ritrovare il tuo nome, Bye Bye Bombay e Ci sono molti modi – appartenenti a Noi siamo Afterhours, docufilm presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nel 2018 contenente la registrazione del concerto che la storica band lombarda ha tenuto il 10 aprile di quell’anno al Forum di Assago, a conclusione del tour in supporto a Folfiri o Folfox e in occasione dei trent’anni di attività. L’iniziativa fa parte di Island Presents, format che prevede la condivisione di contenuti d’archivio da parte dell’etichetta del gruppo Universal in questo periodo di lockdown.
«In questo momento in cui l’assenza di live si fa sentire – scrive la band via social media – abbiamo il piacere di condividere con voi la pubblicazione in esclusiva da parte di Island Records di alcuni video tratti da Noi Siamo Afterhours, docufilm che ha raccontato il concerto indimenticabile del 10 aprile 2018 al Forum di Assago». Il concerto al palazzetto ha celebrato in grande la carriera della band capitanata da Manuel Agnelli, che per l’occasione riunì membri passati (Paolo Mauri, Cesare Malfatti, Alessandro Pelizzari, Andrea Viti, Dario Ciffo e Giorgio Prette) e presenti (Rodrigo D’Erasmo, Xabier Iriondo, Roberto Dell’Era, Fabio Rondanini e Stefano Pilia) per ben tre ore abbondanti di show.
«Noi siamo Afterhours è qualcosa in più di un documentario sulla notte di Assago, sulle emozioni di chi era lì tra 12.000 altre persone e su chi era sul palco, davanti a un Forum di Assago sold out – dichiarò la band milanese all’epoca – È un modo per ripercorrere 30 anni di musica, dagli esordi in inglese alle tournée internazionali, fino a oggi, con un linguaggio intimo. Lo abbiamo realizzato in questi mesi, affiancati da un regista come Giorgio Testi, capace di trasferire questa urgenza in immagini».
Su SA potete consultare tutto lo storico sulla band, compresa la recensione dell’ultimo album pubblicato, Folfiri o Folfox, a cura di Fabrizio Zampighi, e il corposo monografico a firma Stefano Solventi.