Giovanni Lindo Ferretti
Giovanni Lindo Ferretti, foto di Martina F. Chinca

Giovanni Lindo Ferretti: “Ho votato Meloni. La reunion dei CSI? Si farà”

A quarant’anni da “Emilia Paranoica”, il frontman dei CCCP ripercorre la sua storia in un’intervista al Corriere e annuncia il nuovo spettacolo teatrale

Quarant’anni dalla pubblicazione di Emilia Paranoica: è questa l’occasione in cui Giovanni Lindo Ferretti torna a interrogare la sua storia. In un’intervista per Il Corriere della Sera il cantante dei CCCP (con i quali ha da poco concluso un tour) ha ripercorso il suo rapporto con la politica, la fede e il suo nuovo progetto teatrale.

Ferretti è infatti pronto a tornare in scena a partire da febbraio con Percuotendo. In Cadenza, uno spettacolo che intreccia parola, canto e suono attorno ai suoi testi autobiografici.

Dalla nascita dei CCCP…

L’Emilia di allora era “sazia e disperata”, dice: «si mescolavano psicofarmaci e grappa», ingredienti ideali per quello che sarebbe stato uno dei brani più cupi del punk in Italia. L’esperienza come operatore psichiatrico gli diede “una certa strafottenza, che poi avrei usato sul palco”. Poi, l’incontro con Massimo Zamboni in una disco a Berlino Ovest, per puro caso: è così che nacquero i CCCP.

Nessuno dei due aveva mai studiato musica. Mettemmo in piedi un gruppo punk e decidemmo di tornare a casa

… al comunismo e i rapporti con la religione

Nel corso dell’intervista, Ferretti si è espresso anche sul suo rapporto con il comunismo, ormai non più vissuto come appartenenza. A cambiarlo, dice, fu l’esperienza della guerra in Jugoslavia. Da lì l’avvicinamento al cattolicesimo e in particolare a Joseph Ratzinger, che non era di certo guardato di buon occhio dai più: fu proprio per questo che lo trovò interessante, dice, ma poi succedette un periodo di allontanamento progressivo dalla Chiesa.

Oggi il cantautore dice di non sentirsi più parte di una comunità, in particolare a Cerreto Alpi, il luogo sull’Appennino emiliano che è il suo rifugio dal mondo esterno, e che lui stesso ha più volte definito di “arresti domiciliari volontari”.

“Ho votato Giorgia Meloni, ma ora non lo farei più”

Nell’intervista c’è anche spazio per la politica attuale, dal voto a Giorgia Meloni quando il suo partito era ancora al 2% – una scelta da cui oggi prende una distanza netta, l’antifascismo rimane un valore costante – alla questione israelo-palestinese:

Ho sempre difeso Israele. Ma la risposta dopo il 7 ottobre è stata spropositata. E i coloni e quel ministro, Ben-Gvir, fanno cose che non sono perdonabili agli occhi di Dio.

E infine, la conferma di un ritorno dei CSI, di cui tanto si parla ultimamente:

La reunion si farà. È solo questione di quando farla

Percuotendo. In Cadenza

Ferretti torna in teatro dal prossimo febbraio, con uno spettacolo che racconta i giorni, i mesi, gli anni trascorsi tra lo spazio pubblico dei palchi e la dimensione intima del suo vivere sui monti.

Lo show recupera brani del repertorio storico, reinterpretati e riarrangiati per percussioni e corde: sul palco con Ferretti ci sono Simone Beneventi (percussioni) e Luca Alfonso Rossi (corde), che lo hanno spesso accompagnato nelle sue tournée soliste. «La lettura diventa poesia che diventa canzone — apre alla musica che cresce fino a tornare poesia e poi… si ricomincia», spiega lo stesso Ferretti a proposito della struttura del concerto.

Le date del tour

  • 14 febbraio – Arena del Sole, Bologna;
  • 16 febbraio – Auditorium Parco della Musica, Roma;
  • 23 febbraio – Teatro Comunale, Vicenza;
  • 28 febbraio – Auditorium Santa Chiara, Trento;
  • 2 marzo – Teatro Verdi, Firenze;
  • 13 marzo – Teatro Colosseo, Torino;
  • 29 marzo – Teatro Nuovo, Udine;
  • 31 marzo – Teatro Morlacchi, Perugia;
  • 2 aprile – Teatro Dal Verme, Milano;
  • 19 aprile – Teatro Regio, Parma.
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