Gino Strada, medico chirurgo, filantropo e fondatore dell’ONG italiana Emergency, è scomparso all’età di 73 anni. La triste notizia è stata confermata via Facebook dalla figlia Cecilia.
Nato il 21 aprile 1948 a Sesto San Giovanni, vicino Milano, Strada si era laureato in medicina e chirurgia all’Università Statale di Milano nel 1978 e in seguito si era specializzato in chirurgia d’urgenza. Iniziò a lavorare presso il nosocomio di Rho, facendo pratica di trapianto di cuore fino al 1988. In quegli stessi anni cominciò anche ad occuparsi di chirurgia traumatologica lavorando con la Croce Rossa in diverse zone di guerra, tra cui Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina.
Dopo queste fondamentali esperienze umanitarie, nel 1994 decise d fondare Emergency assieme alla moglie Teresa Sarti, la quale fino alla sua morte, avvenuta nel 2009, è stata presidente dell’organizzazione. Strada fu tra i maggiori critici sia della decisione statunitense di intraprendere la guerra contro l’Afghanistan, in seguito all’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001, sia dell’adesione dell’Italia all’intervento della NATO.
Si è costantemente schierato al fianco dei più deboli e ha combattuto strenuamente contro le mine antiuomo e contro tutti i conflitti in favore di risoluzioni pacifiche basate sull’antica arte della mediazione politica. Tra le altre cose, ha aspramente criticato la scelta del Governo Italiano di finanziare la Guardia Costiera Libica, da lui stesso definita «una banda di assassini», per impedire gli sbarchi di clandestini in Europa che fuggono da situazioni di guerra e distruzione.
Riguardo alle recenti vicende dell’Afghanistan e della riconquista di diverse aree del paese da parte dei talebani, proprio oggi Strada aveva pubblicato un’attenta riflessione sulle pagine de La Stampa. Negli anni, ha inoltre raccontato il suo lavoro di medico in zona di guerra in diversi libri, tra cui Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra e Buskashì. Viaggio dentro la guerra.
Con la sua dipartita scompare purtroppo una delle voci più competenti e lucide contro la visione della guerra come mezzo risolutivo dei conflitti.