A marzo lo aveva scritto chiaro e tondo – M-Y-R-E-C-O-R-D-I-S-D-O-N-E – oggi lo ha finalmente pubblicato e questo dopo aver concesso una bella intervista esclusiva al New Yorker in cui ne ha spiegato travaglio e autarchiche prodezze. Fetch The Bolt Cutters, il quinto album di Fiona Apple, ovvero il disco che segue la sua precedente (e dal titolo titolo chilometrica) prova – The Idler Wheel Is Wiser Than the Driver of the Screw and Whipping Cords Will Serve You More Than Ropes Will Ever Do – è stato condiviso per lo streaming sulle principali piattaforme.
Parliamo naturalmente di Fiona Apple e di quello che è stato annunciato come il suo album più personale, il più crudo e diretto, quello tutto percussioni, che dice inoltre alle donne che “non bisogna aver paura di parlare”, con ogni riferimento a Harvey Weinstein, recentemente condannato a 23 anni di prigione, puramente voluto e una strofa come questa che da sola toglie ogni dubbio riguardo alla franchezza dei testi: «Well, good morning! You raped me in the same bed your daughter was born in».
Trovate lo streaming e un riassunto della chiacchierata della casalinga musicista nella pagina dedicata Fetch The Bolt Cutters. Su SA arriverà presto la recensione, nel frattempo potete ripassare quella di Solventi riguardo a The Idler Wheel ecc. ecc.
