Il figlio di Trump: “Mio padre non è razzista perchè da piccolo mi lasciava giocare con Michael Jackson”

Donald Trump Jr., va bene difendere tuo padre, ma non prenderci per scemi.

Difendere Donald Trump dalle accuse di razzismo può essere compito assai arduo, specie perchè oramai richiede parecchia fantasia. C’è stato ad esempio chi, come Jon Voight, stando a quanto riporta Consequence of Sound, si è limitato a sostenere che il razzismo non esiste più. Ma il migliore di tutti, finora, è stato il figlio del presidente americano (il primo avuto con la sua ex moglie Ivana), Donald John Trump Jr. Nel suo nuovo libro, Triggered: How the Left Thrives on Hate and Wants to Silence Us, il rampollo di casa Trump – e vicepresidente alla Trump Organization, l’azienda di famiglia – ha affermato che il padre non può essere accusato di razzismo perchè permetteva a lui, quando era piccolo, di passare del tempo con Michael Jackson, riferendosi ovviamente al colore della pelle della popstar.

Nel volume da lui scritto – riporta BloombergDonald Jr. ricorda i tempi in cui viveva alla Trump Tower e passava il tempo a giocare con i videogame insieme all’autore di Thriller: «Se fossero vere le cose che dicono di mio padre, e in particolare il fatto che sia un razzista, sarebbe stato stupido da parte sua lasciare che suo figlio passasse del tempo con Michael Jackson, non trovate? Se è un razzista, allora sicuramente non è molto bravo in questo».

In Triggered, Trump Jr. parla anche di altro, dalla sua educazione e quella dei fratelli alla vita post-elezioni del 2016, all’esposizione mediatica del padre. In un’intervista alla CBS, invece, il quarantaduenne imprenditore aveva detto di aver scherzosamente pensato di scrivere un libro di auto-aiuto dal titolo Chicken Soup for the Soul, ma che invece ha cambiato idea perchè era arrivato il momento di sferrare il contrattacco alle tante critiche ricevute dal padre.

Riguardo a Michael Jackson, su SA abbiamo celebrato l’anno scorso il trentacinquesimo anniversario del video di Thriller, singolo tratto dall’omonimo album (recensione Classic su SA di Massimo Padalino) pubblicato nel 1983. Se volete, però, potete anche farvi un giro nell’ampio ventaglio di ascolti dalla discografia del leggendario artista che trovate sulle nostre pagine.

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