Joe Corré, ovvero il figlio di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, nonché fondatore del marchio Agent Provocateur, ha annunciato – riporta Crack – di voler bruciare svariati milioni di sterline della sua collezione di memorabilia punk in segno di protesta contro Punk London, gli eventi celebrativi sponsorizzati dalle istituzioni britanniche, tra cui il Museum of London, pianificati a Londra in occasione del quarantesimo anniversario dalla nascita del movimento. L’evento ha già una data e un luogo – il 26 novembre 2016 nel distretto di Candem – che coinciderà con il giorno di pubblicazione del singolo dei Sex Pistols Anarchy In The UK. Corré si aspetta di trovarci tutti coloro che «non vogliono che la cultura alternativa e punk venga assorbita dal mainstream» e che finisca in un museo.
«La regina che decreta il 2016 come anno dedicato al punk corrisponde alla sua ufficiale benedizione al movimento, ha affermato, «ed è la cosa più agghiacciante che io abbia mai sentito»· «La gente si sente intontita», ha continuato, «e con l’intontimento arriva la sottomissione. La gente sente di non aver più la propria voce in capitolo. E la cosa peggiore è che ha smesso di combattere in quello in cui credeva… …dobbiamo far esplodere tutto questo un’altra volta».
La protesta di Corré s’inserisce nel solco di quella già messa in pratica dallo street artist Blu, che ha recentemente cancellato i propri lavori dalle mura di Berlino e Bologna per dare un segnale forte contro l’appropriazione da parte delle istituzioni e dei musei della street art.
Su queste pagine trovate sia l’ascolto, sia la recensione di Never Mind The Bollocks scritta da Edoardo Bridda e il dettaglio di Punk London.
Foto di Brian Cooke / Getty Images
