Ricorderete la querela per diffamazione intentata dal Codacons a Fedez che lo scorso maggio aveva riguardato la raccolta fondi per gli ospedali in lotta contro il Coronavirus. In breve, Fedez aveva «scatenato i suoi follower contro il Codacons garantendo loro la totale immunità, affermando testualmente che internet “non è un mezzo diffamatorio” e che, pertanto, “si può dire il cazzo che si vuole”, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione». A questo video era seguita la querela dell’associazione consumatori.
Tuttavia, il caso – leggiamo sul Corriere – si è chiuso con una richiesta di archiviazione «per manifesta infondatezza della notizia di reato» esposta nella querela per diffamazione presentata dal Codacons contro Fedez. Quindi, si è trattato di «diritto di critica», scrive il pm Francesca Gentilini.
Il Codacons potrà comunque decidere di opporsi all’archiviazione. Il pm milanese ha spiegato che il Codacons «in modo assai confuso, contorto e per certi aspetti non aderente agli stessi fatti allegati o dedotti», ritiene di «essere stato offeso» dalle dichiarazioni fatte da Fedez nel video postato su Instagram che è stato condiviso e rilanciato dai suoi follower sottoponendo così l’associazione ad una «vera e propria gogna mediatica».
Il rapper e producer milanese ha così commentato gli ultimi sviluppi giudiziari della vicenda:
Oggi così pic.twitter.com/VEDVamzPqK
— Fedez (@Fedez) December 9, 2020
Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, aveva anche dichiarato in un video che Fedez e Chiara Ferragni avevano derubato i cittadini di 200-400mila euro, ma non risulta che la coppia abbia incassato nulla e a parere del magistrato si tratta di «informazioni non corrette» poiché si ignora «totalmente il fatto» che Gofundme aveva già deciso di versare «il ricavato ad alcuni ospedali della Lombardia».