Per un quarto di secolo è stato il segreto meglio custodito dei suoi DJ set. Ora Satisfaction Skank – collisione illegale tra la Rockafeller Skank del 1998 e il riff più iconico dei Rolling Stones – vede finalmente la luce. A raccontare a NME il percorso accidentato che porta alla pubblicazione è lo stesso Fatboy Slim / Norman Cook, tra rifiuti reiterati, acetati clandestini e un’industria che negli anni ’90 non aveva ancora parole per definire la cultura dei mash-up.
Cook ricorda che i primi tentativi risalgono a sei mesi dopo l’uscita di The Rockafeller Skank, quando ormai ne era «bored witless». La soluzione: “sporcarsi le mani”, campionare il riff di Satisfaction in mono e stampare un’unica copia da usare nei set. «Volevo solo una versione che non mi annoiasse e titillasse il pubblico», dice. Il resto lo fanno i passaggi radiofonici e la circolazione di bootleg: abbastanza per chiedere agli Stones il via libera—e sentirsi ripetere no per vent’anni.
La nuova versione
La svolta arriva inaspettata. «Avevamo smesso di provarci. Poi, all’improvviso, sono stati loro a farsi avanti», dice Cook. Oggi la versione ufficiale beneficia dei stems originali di Jagger e Richards e di un lavoro di separazione tramite AI, che alza la definizione ma non tradisce lo spirito: un mash-up “sporco” quanto basta, costruito sull’attrito fra due standard che non invecchiano.
Sul rapporto con gli Stones, Cook minimizza: «Mick è sempre stato un fan. Il blocco era un fatto di business». E quando si parla di un possibile palco condiviso, risponde con la sua solita ironia elastica: «Never say never. Loro sono vivi, io sono vivo, e nessuno di noi ha intenzione di ritirarsi».
Tra ambizioni pop (un possibile Christmas Number One?), lucidità creativa («Ho perso la passione per fare nuova musica, ma non per i DJ set») e un certo fatalismo su ciò che è diventato il dancefloor (“troppi telefoni, troppa voglia di essere visti”), Cook continua a difendere l’idea del segreto in valigia: tracce rare, personali, da sganciare quando serve. «Preferisco l’aura di una bomba che ho solo io piuttosto che finire al numero 77 in classifica con un altro mash-up».
Progetti futuri
Nel 2026 tornerà in tour con Acid Ballroom – “solo bangers”, dice – e con l’intenzione di ampliare i suoi mental health DJing sessions, serate nate come strumenti terapeutici. Niente nuovi dischi all’orizzonte (“non ho il tempo per un -difficile – settimo album”), e nessuna autobiografia definitiva: «Non voglio che i miei figli o i miei genitori sentano tutta la storia».
A proposito di Rockafeller Skank, nel 2014 Norman Cook ne aveva raccontato la genesi per Behind The Sound, una mini serie in tre puntate sponsorizzata da Bose e curata da FACT.