Flaming Lips
Flaming Lips, foto di Francesca Sara Cauli (2022)

La fantasilandia dei Flaming Lips accende i colori dell’immaginazione

La band di Wayne Coyne era a Villa Torlonia all'interno di Acieloaperto per il primo degli appuntamenti italiani. Ypsigrock li propone per il 5 agosto

A tre anni dall’ultima volta i Flaming Lips sono tornati dalle nostre parti. Nel frattempo ci sono stati due album e una pandemia che i Nostri hanno affrontato con la solita giocosa creatività. Li abbiamo ascoltati intrisi di una nostalgia febbricitante (American Head), alle prese con un album di cover di Nick Cave con una giovanissima fan. E li abbiamo visti sperimentare un concerto particolare ai tempi in cui il Covid picchiava duro, il Bubble Concert, ovvero il concetto esteso alla band della palla in cui Wayne Coyne è solito “navigare” tra il pubblico, sopra le loro teste.

In ballo c’è anche la ristampa di uno dei loro album più celebri Yoshimi Battles the Pink Robots, “sorella elettronica” dell’osannato The Soft Bulletin che li aveva traghettati nella loro fase adulta con un pop sinfonico dalle fattezze acide.

Flaming Lips, foto di Francesca Sara Cauli (2022)

Breve premessa per dire che Wayne Coyne e Co., palle, lustrini, coriandoli e giocattoli gonfiabili al seguito sono qui con il loro show. Ad Acieloaperto (2 agosto) e al Ypsigrock (5 agosto). Due appuntamenti di cui potete farvi un’idea guardando le splendide foto che Francesca Sara Cauli ha scattato alla prima delle due date e da una scaletta che, pur promuovendo l’ultima fatica con tre brani (Dinosaurs on the Mountain, Mother I’ve Taken LSD e Will You Return / When You Come Down), è nei sopracitati due lavori a cavallo del secolo che ha trovato il suo fulcro. Do You Realize??, Yoshimi Battles the Pink Robots, Pt. 1, assieme a Race for the Prize eWaitin’ for a Superman sono da vent’anni i classici che la band esegue più spesso dal vivo. E parliamo di circa 700-800 esecuzioni, mica bruscolini.

Flaming Lips, foto di Francesca Sara Cauli (2022)

Per la gioia dei vecchi fan, quelli cresciuti tra alternative e MTV negli anni ’90, ci sono She Don’t Us e Jellye Moth in the Incubator, entrambe dal classico Transmissions From the Satellite Heart, e attenzione perché ancor più indietro scava Love Yer Brain, un cult da Oh My Gawd!!!… The Flaming Lips. Anno 1987, non proprio il brano che ti aspetteresti che venisse ripescato. Anche la distopia emotiva di The Terror trova il suo momento, anzi due: a metà scaletta con Always There, In Our Hearts e Be Free, a Way. Mentre da Oczy Mlody viene estratta la floydiana How?, singolo del disco.

Tra le canzoni c’è il classico show nello show dei Lips: siparietti, scenette da sitcom, gag. All’inizio Coyne cerca di far volare un drone a forma di uccellino che finisce per schiantarsi dietro lo schermo. E a proposito di visual, i Lips ci proiettano pure le parole oltre che la consueta fantasmagoria psichedelica. La palla rotante? Sì il frontman ci è stato dentro quasi tutto il tempo senza farsi giri tra la folla. Strano da parte sua. E poi a far la sua porca figura c’è un robot gonfiabile che si erge sul palco per l’esecuzione di Yoshimi Battles the Pink Robots, Pt. 1.

Scaletta del concerto a Villa Torlonia, Acieloaperto

  • My Cosmic Autumn Rebellion
  • Do You Realize??
  • How??
  • Yoshimi Battles the Pink Robots, Pt. 1
  • Mother I’ve Taken LSD
  • Waitin’ for a Superman
  • Be Free, a Way
  • Always There, In Our Hearts
  • Love Yer Brain
  • She Don’t Use Jelly
  • Will You Return / When You Come Down
  • Dinosaurs on the Mountain
  • Moth in the Incubator
Flaming Lips, foto di Francesca Sara Cauli (2022)

Bis

  • Sagittarius Silver Announcement
  • Worm Mountain
  • All We Have Is Now
  • Race for the Prize
Flaming Lips, foto di Francesca Sara Cauli (2022)

Il nuovo documentario The Flaming Lips: Space Bubble Film, che ha seguito la pianificazione degli Space Bubble Show dei Lips a Oklahoma City, è stato recentemente presentato in anteprima al Circle Cinema Film Festival di Tulsa. Sulle nostre pagine potete ripassarne la visionaria epopea.

Su SA potete inoltre recuperare la recensione curata da Massimo Onza per Where the Viaduct Looms, il sopracitato disco di cover di Nick Cave, come anche leggere, tra le altre, le critiche degli album American Head The Terror, entrambe firmate da Stefano Solventi, che ha anche curato uno speciale monografico dedicato alla band.

Tracklist
  • 1 Will You Return / When You Come Down
  • 2 Watching the Lightbugs Glow
  • 3 Flowers Of Neptune 6
  • 4 Dinosaurs On The Mountain
  • 5 At The Movies On Quaaludes
  • 6 Mother I've Taken LSD
  • 7 Brother Eye
  • 8 You n Me Sellin' Weed
  • 9 Mother Please Don't Be Sad
  • 10 When We Die When We're High
  • 11 Assassins of Youth
  • 12 God and the Policeman (Feat. Kacey Musgraves)
  • 13 My Religion Is You
Flaming Lips
American Head

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