Ethel Cain
Ethel Cain, foto di Silken Weinbergpress (2024)

Ethel Chain è per una strategia radicale contro gli uomini di potere

L'artista torna a far parlare di sé con dichiarazioni controverse su violenza e potere, polarizzando il dibattito oltre la sua musica

Hayden Silas Anhedönia, in arte Ethel Cain, sta vivendo un momento di crescente attenzione da parte di un pubblico sempre più vasto e dei media internazionali, sia in America che in Europa. Con il suo album d’esordio Preacher’s Daughter, l’artista ha dato vita a un culto musicale e culturale che mescola southern-gothic, americana, dream pop e dark folk. E con il recente Perverts, si è inoltrata in territori post-industrial e ambient, dando una sferzata decisa alla propria carriera e polarizzando le opinioni dei fan.

L’artista non si è distinta solo per le proprie scelte musicali, ma anche per le posizioni politiche, spesso espresse in modo radicale. Un recente post su Instagram ha rinfocolato una già accesa serie: condividendo un pensiero di Robert Reich, Cain ha utilizzato l’hashtag #KillMoreCEOs, commentando le dinamiche di potere che legano il Congresso degli Stati Uniti ai grandi gruppi petroliferi (Big Oil). Il riferimento è naturalmente al caso di Luigi Mangione, accusato dell’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare.

Questa presa di posizione, ribadita anche in interviste e dichiarazioni online, sottolinea una visione critica nei confronti del potere delle grandi corporazioni, che Cain descrive come insensibili alle proteste convenzionali. Per lei, un cambio di paradigma può avvenire solo attraverso azioni dirette, ispirate a un’urgenza dettata dalle crisi ambientali e sociali.

Cain ha citato, seppur indirettamente, il celebre racconto di Charles Dickens, sottolineando che non ci saranno “spiriti del Natale futuro” a redimere i potenti. “La violenza non è mai la soluzione, ma a volte diventa necessaria,” ha affermato, allargando il suo ragionamento alla crescente crisi climatica e alla cupidigia delle multinazionali.

Non è la prima volta che Ethel Cain affronta tematiche di questo tipo. Già in passato si era espressa sul caso Thompson, citando la frase “la violenza genera altra violenza”, e aveva commentato con toni polemici l’ingente finanziamento della presidenza Biden al governo israeliano, arrivando a evocare un ritorno agli assassinii politici.

Perverts, l’EP di Ethel Cain – in verità un doppio album a livello di durata – è uscito l’8 gennaio. Su queste pagine ce ne siamo occupati in sede di presentazione del disco.

Tracklist
  • 1 Perverts
  • 2 Punish
  • 3 Housofpsychoticwomn
  • 4 Vacillator
  • 5 Onanist
  • 6 Pulldrone
  • 7 Etienne
  • 8 Thatorchia
  • 9 Amber Waves
Ethel Cain
Perverts

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