Hayden Silas Anhedönia, in arte Ethel Cain, sta vivendo un momento di crescente attenzione da parte di un pubblico sempre più vasto e dei media internazionali, sia in America che in Europa. Con il suo album d’esordio Preacher’s Daughter, l’artista ha dato vita a un culto musicale e culturale che mescola southern-gothic, americana, dream pop e dark folk. E con il recente Perverts, si è inoltrata in territori post-industrial e ambient, dando una sferzata decisa alla propria carriera e polarizzando le opinioni dei fan.
L’artista non si è distinta solo per le proprie scelte musicali, ma anche per le posizioni politiche, spesso espresse in modo radicale. Un recente post su Instagram ha rinfocolato una già accesa serie: condividendo un pensiero di Robert Reich, Cain ha utilizzato l’hashtag #KillMoreCEOs, commentando le dinamiche di potere che legano il Congresso degli Stati Uniti ai grandi gruppi petroliferi (Big Oil). Il riferimento è naturalmente al caso di Luigi Mangione, accusato dell’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare.
Ethel Cain says she supports the idea of killing CEOs to enact change:
“I genuinely mean what I say….It’s simple, you make them fear for their lives and hit them in the only place they hurt or nothing will ever get done…” pic.twitter.com/nAnpzug9ps
— Pop Crave (@PopCrave) January 11, 2025
Questa presa di posizione, ribadita anche in interviste e dichiarazioni online, sottolinea una visione critica nei confronti del potere delle grandi corporazioni, che Cain descrive come insensibili alle proteste convenzionali. Per lei, un cambio di paradigma può avvenire solo attraverso azioni dirette, ispirate a un’urgenza dettata dalle crisi ambientali e sociali.
Cain ha citato, seppur indirettamente, il celebre racconto di Charles Dickens, sottolineando che non ci saranno “spiriti del Natale futuro” a redimere i potenti. “La violenza non è mai la soluzione, ma a volte diventa necessaria,” ha affermato, allargando il suo ragionamento alla crescente crisi climatica e alla cupidigia delle multinazionali.
Non è la prima volta che Ethel Cain affronta tematiche di questo tipo. Già in passato si era espressa sul caso Thompson, citando la frase “la violenza genera altra violenza”, e aveva commentato con toni polemici l’ingente finanziamento della presidenza Biden al governo israeliano, arrivando a evocare un ritorno agli assassinii politici.
Ethel Cain addresses Joe Biden’s support for the Israeli military:
“we need to bring back assassinations” pic.twitter.com/4bCv9S4qPc
— Pop Base (@PopBase) May 15, 2024
Perverts, l’EP di Ethel Cain – in verità un doppio album a livello di durata – è uscito l’8 gennaio. Su queste pagine ce ne siamo occupati in sede di presentazione del disco.
