Motta, foto per la stampa (2021)

“E poi finisco per amarti”. Il Motta di ieri e quello di oggi

“E poi finisco per amarti” coniuga la scrittura degli esordi con una produzione radio friendly

Sboccia da uno sfrigolio di corde distorte, si avvia su un riff di violoncello e quindi incede (quasi) marziale in una stratificazione lattiginosa di archi e tastiere, strizzando neanche troppo vagamente l’occhio alla grandeur eniana dei Coldplay: E poi finisco per amarti è il nuovo singolo di Motta, con il quale il quasi trentacinquenne ex-Criminal Jokers prosegue il percorso di affrancamento dalla cosiddetta dimensione “alternativa”.

La produzione di Taketo Gohara (Vinicio Capossela, Brunori SAS, Negramaro, Biagio Antonacci…), che già si occupò dell’album Vivere o morire, sembra qui impegnata a far convivere la calligrafia del primo Motta – quell’invettiva ispida e concitata, più urgenza che metrica, più conato che melodia, più presa di coscienza che originalità («E ci sentiamo sempre unici / come miliardi di persone sole») – e l’esigenza di obbedire ai parametri radiofonici (e di streaming).

In linea con la mission della Sugar dunque, nel cui roster non a caso convivono Andrea Bocelli e Riccardo Sinigallia, Madame e Negramaro, Lucio Corsi e Malika Ayane.

Tracklist

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