Per i Delorean non ci sarà più un futuro. La band dei Paesi Baschi ha annunciato il suo imminente scioglimento in un lungo messaggio su Facebook postato sia in spagnolo che in basco. Scioglimento che avverrà dopo un breve tour d’addio che la formazione intraprenderà prossimamente. Il gruppo di Zarautz è nato nel 2000 e nel corso della sua carriera ha pubblicato 7 album in studio, l’ultimo dei quali è stato Mikel Laboa, uscito l’anno scorso. La band, che nel 2013 fu vittima di uno strano rapimento virtuale a Città del Messico, nel corso degli anni ha collaborato con vari artisti tra i quali Caroline Polachek, John Talabot e Glasser.
Nel testo apparso sulla sua pagina Facebook, il gruppo ha spiegato che «“per sempre” non dura mai, e noi non facciamo eccezione. La nostra carriera non ha mai avuto un chiaro punto di partenza, è stata solo il risultato di un cammino incerto, una serie di piccole decisioni il cui obiettivo era nient’altro che rimanere fedeli al desiderio di scrivere canzoni, fare dischi. Dopo tutto questo tempo, la nostra avventura, o viaggio, finisce, lucidamente e per nostra volontà, con la consapevolezza e la pace interiore che viene da una decisione presa in modo unanime. Finiamo, quindi, rimanendo fedeli a ciò che la musica e l’arte sono o dovrebbero essere: fare tutto ciò che si vuole e amare qualunque cosa si faccia».
Il messaggio prosegue con una sorta di bilancio di diciott’anni di percorso: «Dire che non siamo più le stesse persone che eravamo quando abbiamo iniziato è forse troppo ovvio: molto può accadere in 18 anni (10 per Guille, 8 per Tomás). Ma è vero. Abbiamo pubblicato sei LP, due EP e alcuni singoli. Abbiamo viaggiato su e giù per la penisola spagnola per tutto il tempo, conoscendo molti dei suoi angoli, ma siamo anche stati fortunati a viaggiare per il mondo. Abbiamo conosciuto Europa, Russia, Messico, Etiopia, Filippine, Giappone, Cina, Australia, Stati Uniti, Canada…E la memoria ci riporta anche ai fiordi norvegesi, al cratere di Wenchi, a Vladivostock, alla Galizia, alla California, a Montreal, Vancouver, Pechino, Tokyo, Manila…Abbiamo tenuto concerti in alcuni dei posti meno attesi, di fronte al pubblico meno atteso. Abbiamo vissuto esperienze indimenticabili e abbiamo incontrato persone meravigliose dappertutto. Potremmo dire che conosciamo il mondo un po’ meglio, e ora che ce ne stiamo andando, non possiamo fare a meno di ricordarlo con affetto».
E ancora: «Abbiamo avuto la fortuna di godere di una continuità e di un riconoscimento a livello nazionale per i quali non possiamo fare a meno di sentirci entrambi grati e orgogliosi. Abbiamo avuto una carriera, alla fine, con il lavoro, i sacrifici e le ricompense che ne derivano. Abbiamo anche ottenuto riconoscimenti internazionali, specialmente negli Stati Uniti, dove abbiamo fatto più tour nazionali, e abbiamo riempito i club nelle grandi città del paese: Los Angeles, San Francisco, Chicago, New York, dove abbiamo suonato più di 20 volte, trasformandola in una sorta di seconda casa. Abbiamo registrato album con persone rispettate, sia qui che all’estero, e quasi sempre con la fortuna di incontrare le persone giuste nel momento giusto. L’elenco degli aneddoti è troppo lungo per essere incluso in un comunicato stampa».
Nello storico di SA trovate gli ascolti dei Delorean e due album review: quella di Apar (2013), di Riccardo Zagaglia, e quella di Subiza (2010), di Marco Braggion. A seguire il video di Unhold, dal succitato Apar.
