Debutta a Bologna, il 27 giugno 2016, all’interno della rassegna il Giardino della Memoria, nell’ambito di bè bolognaestate 2016, De facto, un’opera poetica elettronica composta in occasione del XXXVI anniversario della Strage di Ustica e prodotta da Ateliersì. Di e con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, con la partecipazione di Francesca Pizzo (Melampus), le musiche di Caterina Barbieri e le immagini video di Giovanni Brunetto, De facto mette in relazione il linguaggio giuridico della sentenza-ordinanza con cui il Giudice Rosario Priore nel 1999 ha determinato che Ustica fu “propriamente un atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata” con un live set di musica elettronica, un apparato visuale che si rifà al 1980 e una performance artistica. Di seguito la descrizione dell’evento fornita dal comunicato ufficiale e Ifremer, brano condiviso in anteprima per quanto riguarda la parte musicale.
«Il linguaggio giuridico assume in De Facto un interesse particolare proprio per la sua caratteristica specifica che lo contraddistingue rispetto ad altri codici: in campo giuridico la lingua infatti non è solamente uno strumento per esporre, argomentare e descrivere, ma è un elemento costitutivo del diritto. Un reato è tale solo se lo instaura la legge, che è un prodotto linguistico. In ambito processuale, un fatto della realtà extralinguistica ha bisogno, per divenire di pertinenza del diritto, di essere narrato. Altrimenti non esiste. Sulla scena di De Facto gli elementi si giustappongono nella loro nettezza creando un campo di forze instabile, una bolla sul punto di scoppiare, il pubblico viene avvolto dalla tessitura musicale, lo sguardo percorre alti pali che si slanciano verso il cielo, mentre le immagini video ci riportano a interfacce grafiche che nascondono mentre pretendono di svelare. Isintetizzatori dell’epoca producono una musica di frammentazione, deviazione e collisione; i suoni iconici vengono polverizzati nella partitura in gesti musicali isolati e irrelati. Alle parole di Priore vengono sottratti i dati specifici e gli elementi di contingenza, e immediatamente ci sembra che si rivolgano all’intera comunità, si facciano stile affondando le radici in una qualità morale condivisa. La violenza del fatto, la sofferenza, la tenacia di chi combatte per la verità, la vicenda tra umani, le indagini funzionali si fanno conquista della conoscenza, impresa umana e opera letteraria. Intanto di lato, seminascosti in un intrico di segni, altri uomini agiscono e pronunciano, la realtà grottesca si sviluppa e l’intera scena viene percorsa da inquiete volute di fumi colorati. La musica continua e il canto riprende».
https://soundcloud.com/user-626376363/defacto_ifremer