Dave Grohl non si accontenta della musica e della scrittura, e dopo Sonic Highways – dedicato alle tradizioni musicali di otto metropoli statunitensi – e Sound City (che ripercorre la storia dell’omonimo studio di registrazione), ritorna alla regia. What Drives Us è il documentario sulle vite on the road, e sui chilometri di strada macinati su furgoni mezzi scassati per inseguire un sogno.
Prodotto dai Foo Fighters, il film intreccia una manciata storie fatte di indomita passione raccontate dalla viva voce di Ringo Starr, Brian Johnson degli AC/DC, Steven Tyler degli Aerosmith, Ben Harper, St. Vincent, Slash e Duff McKagan dei Guns N’ Roses, The Edge degli U2, Flea dei Red Hot Chili Peppers, Lars Ulrich dei Metallica, Exene Cervenka degli X e Kira Roessler dei Black Flag. Una lunga lista a cui non potevano di certo mancare Mike Watt dei Minutemen e Ian MacKaye dei Fugazi e Minor Threat.
Questa pellicola rappresenta la mia lettera d’amore rivolta a tutti quei musicisti che sono saltati su un vecchio furgone con i loro amici, lasciandosi tutto alle spalle per la semplice soddisfazione di fare musica. Ciò che è iniziato come un progetto di alzare il sipario e tirarsi dietro attrezzature e amici riempiendo un piccolo spazio per mesi e mesi, alla fine si è trasformato in un’esplorazione del perché lo si faccia. Già, cosa ci spinge a farlo?
Dave Grohl
What Drives Us è stato acquisito dal nuovo canale di proprietà della Sony, Coda Collection, e sarà disponibile a partire da venerdì 30 aprile su Amazon Prime USA (per l’Italia, da quanto apprendiamo nella pagina dedicata, bisognerà attendere ancora un po’). Di seguito il trailer.
Grohl è inoltre atteso a ottobre con il suo primo libro. Nelle scorse settimane il frontman ha intrapreso un lungo giro promozionale per l’album Medicine At Midnight dei Foo Fighters, una tornata di interviste in cui si è parlato tantissimo dei Nirvana (in sogno, “se Cobain fosse vivo”, per via delle jam con Smear e Novoselic, per le celebrazioni dei 30 anni di Nevermind, per via della disfunzione emozionale alla base della band), accompagnata da una serie di apparizioni televisive (Late Show, Celebratin America ecc.) e fuori programma, come la cover di You Should Be Dancing dei Bee Gees con tanto di falsetto a riprendere l’originale. Di recente ha inoltre espresso nuovamente il desiderio di riportare in vita i Them Crooked Vultures.