Dargen D'Amico Pupo

Dargen D’Amico in un manifesto pacifista, Tredici Pietro sul palco con papà Morandi

Dal brano di Pupo che viene trasformato in un mash-up antimilitarista a Enrico Nigiotti che cade su Samuele Bersani: la quarta serata procede tra momenti tiepidi e senza particolari sorprese

A Sanremo continua la serata dedicata alle cover: in poco tempo si passa da uno strabiliante Dargen D’Amico che trasforma Su di noi di Pupo in un intervento politico contro la guerra, al cantautorato più ortodosso proposto da Tommaso Paradiso, molto a suo agio in compagnia di Gaetano Curreri (Stadio) sulle note di Lucio Dalla.

Dargen D’Amico contro la guerra

Colpo di scena con la cover di Su di noi, riletta da Dargen D’Amico assieme a Pupo, che festeggia proprio nel 2026 i cinquant’anni di carriera. Il brano è completamente ribaltato e trasformato in un appello pacifista: Dargen apre l’esibizione con un invito al cessate il fuoco – “Io non sono qui, egregio Presidente, per ammazzar la gente più o meno come me” – per poi rimarcare le parole de Il disertore, scritto da Boris Vian nel 1954. A Pupo è affidato il famosissimo ritornello del brano.

Non solo: i due realizzano un vero e proprio mash-up che inserisce lo strumentale del brano ebraico Gam Gam e poi le parole di Charlie Chaplin estrapolate direttamente dal film Il grande dittatore del 1940: “Più che macchinari ci servirebbe umanità“. Gran finale con le parole di Papa Francesco e il suo invito a non rassegnarsi alla guerra.

L’omaggio a Lucio Dalla

Spazio poi al cantautorato italiano old school con Tommaso Paradiso che propone L’ultima luna di Lucio Dalla assieme agli Stadio: la voce graffiante di Gaetano Curreri e l’entusiasmo del romano Paradiso si sposano perfettamente con l’andamento del brano, impreziosito anche dalla tromba di Fabrizio Bosso. Accoppiata vincente che omaggia una delle pagine più belle della musica italiana.

Tredici Pietro omaggia il padre Morandi

Non è sempre facile confrontarsi con un nome così importante come quello di Gianni Morandi, soprattutto se sei suo figlio. Tredici Pietro porta sul palco Vita, il brano del duo Morandi-Dalla scritto da Mogol. L’esperimento sembra funzionare: il giovane classe ’97 sembra sentirsi a casa nell’interpretazione. Ed ecco a sorpresa anche il Gianni nazionale per quello che si rivela un bel duetto di famiglia, anche se non proprio impeccabile: si fatica a tenere il tempo. “Ero tesissimo per cantare con lui“, dice Morandi al termine della canzone.

Sull’Ariston spazio anche a Samuele Bersani

Accompagnato da Alfa (e dalla sua inseparabile chitarra), sale sul palco un ambizioso Enrico Nigiotti che sceglie un classic di Samuele Bersani, forse un po’ troppo lontano da raggiungere. En e Xanax viene in qualche modo svuotata della sua vena più malinconica e introspettiva: a metà performance Alfa tira fuori un bugiardino e lancia l’ennesima barra della serata. Anche basta.

Certo, una cover è tale solo se viene fatta propria, come ha tenuto a precisare la Pausini a inizio serata.. chissà se anche Grignani la pensa allo stesso modo.

Tracklist

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