Mark Mothersbaugh (Devo)
Mark Mothersbaugh, 2008, foto da livepict.com

COVID-19. Mark Mothersbaugh dei Devo «Sono stato attaccato a un respiratore per 10 giorni senza accorgermi di nulla»

Intervistato dal Los Angeles Times, Mark Mothersbaugh dei Devo ha parlato in prima persona della sua esperienza con il Covid-19

Intervistato dal Los Angeles Times, Mark Mothersbaugh dei Devo ha parlato in prima persona della sua esperienza con il Covid-19. Sapevamo dalle dichiarazioni della moglie che il frontman settantenne aveva rischiato la vita durante la terapia intensiva e che al suo ritorno a casa si era ritrovato come vicini alcune star di Tik Tok in piena fregola da party. Ora che le cose si sono calmate, e i ragazzi sono stati denunciati a piede libero, il cantante si è sentito in dovere di raccontare la sua esperienza, se non altro per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Sono stato ricoverato 18 giorni al Cedar-Sinai Hospital di cui 10 in terapia intensiva. Ho evitato di presentarmi in studio una volta saputo della pandemia ma devo essermi contagiato lo scorso maggio, dopo esser venuto a contatto con un gruppo di persone che si trovavano alla mia casa di produzione Mutato Musika. Avvisati primi sintomi, ho sottovalutato la malattia pensando non fosse connessa al virus. Poi un’infermiera mi ha visitato dicendomi che necessitavo di cure ospedaliere immediate

Arrivato all’ospedale Mothersbaugh è stato immediatamente intubato. Poco dopo ha iniziato a delirare e qualche giorno dopo, in preda alle allucinazioni, ha tentato la fuga ritrovandosi in seguito legato mani e piedi al letto. L’unica cosa che lo ha salvato dalla pazzia, ammette, è stata la famiglia, anche se questa poteva parlargli unicamente attraverso le video chiamate.

C’è questo bookstore a cui sono affezionato e pensavo di trovarmi lì. Per due settimane sono stato convinto di esser stato colpito da un mattone a Little Tokyo. Sentivo il sangue scorrere dalla ferita. Mi trovavo ammanettato in un parcheggio in città. Mi ero fatto questo film che dei ragazzi mi avessero venduto a questa società. Venivano retribuiti per spedire pazienti Covid alle terapie intensive. Era tutto come se fosse vero.

La moglie del musicista ha ribadito nei giorni scorsi di aver temuto per la vita del marito. «C’è stata una settimana che io e le mie figlie credevamo veramente che sarebbe morto. E’ un sollievo sapere che in questo momento Mark è in via di guarigione».

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