Brandon Lee ne "Il Corvo" (Alex Proyas, 1994)

“Il Corvo”. Il regista dell’originale sul reboot: “Non andava fatto, il mio film era l’eredità di Brandon Lee”

Il reboot uscirà nelle sale il prossimo giugno

In seguito alla diffusione del trailer del nuovo reboot de Il Corvo, il regista della pellicola originale del 1994, Alex Proyas, si è aggiunto alla lunghissima coda di coloro che non hanno gradito affatto le prime immagini della nuova versione, firmata da Rupert Sanders, più che altro facendo riferimento all’eredità di Brandon Lee.

Le riserve di Proyas, a suo dire, non derivano da un senso di proprietà, ma dalla fedeltà al protagonista del film originale, appunto il compianto Lee, morto a causa del malfunzionamento di una pistola durante la produzione.

«Non provo alcuna gioia nel vedere la negatività sul lavoro di un altro regista», ha scritto Proyas in un post online. «E sono certo che il cast e la troupe avessero davvero tutte le buone intenzioni, come tutti noi in qualsiasi film. Perciò mi addolora dire di più su questo argomento, ma credo che la risposta dei fan parli chiaro. [‘Il Corvo’] non è solo un film. Brandon Lee è morto per realizzarlo ed è stato terminato come testimonianza della sua genialità perduta e della sua tragica perdita. È la sua eredità. È così che dovrebbe rimanere».

Il nuovo film, che arriverà nelle sale il 7 giugno prossimo, e che si presenta come una rivisitazione in chiave moderna della graphic novel di James O’Barr, vedrà protagonista Bill Skarsgård nei panni di Eric Draven e FKA Twigs in quelli della sua fidanzata Shelley. Grazie al trailer capiamo meglio che questa nuova versione è cucita su misura per soddisfare le esigenze delle nuove generazioni: una storia tragica e viscerale, una sete di vendetta irrefrenabile e uno stile visivo esageratamente laccato, quasi a voler ricalcare i videoclip dei trappers di oggi.

https://twitter.com/BrowseHorror/status/1769750097707839635

Film, sequel e serie

La versione originale de Il Corvo vedeva al timone Alex Proyas e Brandon Leeprotagonista, con Jeff Most e John Shirley rispettivamente nei ruoli di produttore e sceneggiatore. L’attore sarebbe poi morto sul set per un tragico incidente tre giorni prima della fine delle riprese, costringendo il regista e la produzione a ricorrere a controfigure e CGI per completare le riprese. Nella pellicola, Lee è Eric Draven, rocker brutalmente assassinato assieme alla fidanzata Shelly da una gang la notte prima del matrimonio. Nell’anniversario della loro morte, il protagonista risorge come vendicatore sovrannaturale, Il Corvo. Farà fuori senza pietà tutti i responsabili del suo omicidio, compreso Top Dollar, il capo della band.

A vestire i panni del vendicatore nel seguel del film del 1996 – Il corvo 2 – La città degli angeli del 1996 – fu Vincent Perez, che vi recitò come Ashe Corven. A quello sono seguiti Il Corvo 3: Salvation (2000) con Eric Mabius e Kirsten Dunst e Il Corvo – Preghiera maledetta (2005), con Edward Furlong.

The Crow: Stairway to Heaven è invece una mini serie canadese della fine degli anni Novanta con Mark Dacascos a tornare a interpretare il personaggio originale, Eric Draven. L’idea era quella di riallacciare quegli episodi a un sequel già nei piani prima della morte di Lee, The Crow 2037 – A New Age of Gods and Monsters. Anche queste lavorazioni, come capiterà alle precedenti versioni del reboot, hanno avuto vita breve. Rob Zombie aveva iniziato a scriverne una sceneggiatura che qualche anno più tardi è finita in rete.

Nel 2020 Ernie Hudson, il sergente Albrecht nel film originale con Lee, aveva dichiarato la sua contrarietà a una nuova trasposizione sul grande schermo del fumetto di O’Barr.

Tracklist

Ti potrebbe interessare