Claudio Caligari
Claudio Caligari e Valerio Mastandrea, still dal documentario "Se c'è un aldilà sono fottuto"

Claudio Caligari. Fiumicino dedica simbolicamente una strada al regista di “Amore tossico”

"Viale Claudio Caligari, narratore di periferie"

Fiumicino ha tributato la memoria di Claudio Caligari intitolandogli simbolicamente una strada, o meglio la strada dove il compianto regista ha realizzato il suo ultimo e sofferto film, Non essere cattivo (2015). Ci troviamo nella zona sud della città laziale, vicino al vecchio faro di Fiumara Grande, ramo del delta del Tevere che qui sfocia nel mare. Il luogo perfetto per posare la targa di “Viale Claudio Caligari, narratore di periferie”.

Un cineasta che con visione coriacea e senza compromessi ha voluto, e soprattutto saputo, raccontare una generazione ai margini, con una sincerità disarmante e uno sguardo scioccante per il pubblico. Un artista lontano dalle logiche politiche e di mercato, mai incline a compromessi. Da qui le poche possibilità di vedere prodotte le proprie sceneggiature, forse troppo avanti e scomode per i tempi.

Ma se le pellicole in carriera sono state solamente tre, queste hanno comunque consacrato Caligari come un vero maestro capace di raccontare la periferia come concetto sociale complesso: dall’ironia tragica di Amore Tossico, alla criminalità di piccolo cabotaggio di L’odore della notte e fino al sopracitato Non essere cattivo. Ma anche una serie di documentari crudi quanto raffinati che hanno saputo indagare le sottoculture giovanili degli anni ’60 e ’70 e le contraddizioni sottaciute del Belpaese: Perché droga (1976), girato con Daniele Segre e Franco Barbero, La follia della rivoluzione (1978), Alice e gli altri (1977), Lotte nel Belice (1977) e La parte bassa (1978).

Targa Caligari, foto via QFiumicino (2022)

Moltissime le persone accorse per l’inaugurazione della targa, tra cui anche gli attori che con Caligari avevano un rapporto speciale, come Michela Mioni, Emanuel Bevilacqua e Valerio Mastandrea, che oltre ad aver recitato per Caligari, è stato anche il pervicace co-produttore del suo ultimo lungometraggio con Luca Marinelli.

Di un’epoca Claudio ha considerato sempre le stesse persone, ai margini della marginalità, è andato a raccontare gente che era estranea e addirittura ai margini della lotta armata, gente che non aveva il tempo, la voglia, il coraggio di accettare un discorso epocale in cui la politica era aggregazione. I suoi personaggi erano talmente disgregati che hanno deciso di compiere altri percorsi, ecco dove Claudio non è mai stato retorico. Ma la storia del cinema di Claudio è anche la storia della sua difficoltà a fare cinema, una storia che vi invito a conoscere, una storia di resistenza e resilienza, termine abusato, ma non se riferito a Claudio.
Valerio Mastandrea

Non un semplice intervento sulla toponomastica cittadina, ma un desiderio di molti quello di ricordare il compianto cineasta, realizzato con il supporto del collettivo No Porto e di quanti hanno voluto organizzarsi intorno al Bilancione Occupato, cercando di sottrarre al degrado e alla speculazione criminale la zona. Tra gli intervenuti anche Marinelli, che proprio nei pressi di quel mare sta girando il film Netflix The Old Guard 2.

Vi ringrazio, io sono arrivato un po’ così, intruso, e magari è stupido e semplice, ma vi riporto l’emozione impressionante di essere qui ancora una volta, nei luoghi di questo film di cui ho fatto parte, con queste anime meravigliose davanti a scoprire le targhe. È una storia che non si è mai fermata.
Luca Marinelli

Riguardo a Claudio Caligari, sulle nostre pagine potete recuperare la recensione del documentario di Simone Isola e Fausto Trombetta, Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari, curata da Davide Cantire.

Targa Caligari, foto via QFiumicino (2022)
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