Il corpo di Charles Manson è ancora relativamente freddo e già i famigliari e i soci dell’assassino che ha sconvolto Los Angeles alla fine degli anni Sessanta sono sul piede di guerra per accaparrarsi i diritti d’autore sulle sue proprietà intellettuali e fisiche. Queste includono la sua musica, gli artwork, composizioni, testi e almeno due chitarre, il cui valore complessivo non è al momento chiaro. Gli avvocati, tuttavia, suggeriscono che il vero pezzo pregiato di tutta l’eredità sarebbe il controllo dei diritti di immagine e il potere di autorizzare la stesura di biografie o documentari.
«Sarà una bella battaglia», ha commentato l’avvocato Adam Streisand, che non è coinvolto nel caso Manson, ma lo è stato in quello riguardante l’eredità di Michael Jackson e attualmente è al lavoro su quella di Hugh Heffner. Tra coloro che vogliono accaparrarsi l’eredità di Manson, ci sarebbe il presunto nipote Jason Freeman, volato in California con una troupe per girare un documentario subito dopo la morte di Manson. Contro di lui c’è Michael Channels, socio in affari di Manson, con cui scambiò lettere e visite in prigione. Non resta che attendere la fine di questa battaglia annunciata.
Inoltre, proprio sullo sfondo degli omicidi della Manson Family si concentrerà la trama del nuovo atteso film di Quentin Tarantino – attualmente senza titolo – che arriverà nelle sale nel cinquantesimo anniversario dell’omicidio di Sharon Tate via Sony Pictures.