Mercoledì, durante una storica udienza, Britney Spears, in collegamento telefonico, ha esplicitamente chiesto alla corte che al padre Jamie venga tolta la conservatorship. La giornata è stata storica non soltanto perché il suo intervento – durato ben 22 minuti – è stato diffuso dentro e persino fuori del tribunale a beneficio di fan, curiosi e media, ma anche perché per la prima volta è emerso quello che i promoter del movimento #freebritney sostenevano da tempo: gli anni in cui Jamie ha gestito la vita della popstar (e parliamo di moltissimi aspetti della sua vita privata e pubblica) sono stati un periodo di abusi e scelte controverse.
Attualmente a gestire cure, visite e altri aspetti nella vita della cantante è Jodi Montgomery, tutrice subentrata a Jamie nel momento in cui questi si era ritirato dall’incarico nel 2019 per questioni di salute. Jamie della sopracitata conservatorship ha facoltà soltanto patrimoniali, potere che gli avvocati della popstar stanno lavorando per revocargli.
Quella di mercoledì non è stata neppure la prima occasione in cui Spears ha parlato coi giudici: nel 2019 lo aveva fatto in forma privata, ma – dice ora – non è stata ascoltata «in nessun modo», specificando di non averne mai parlato pubblicamente prima per imbarazzo e disagio. Inoltre, in altri passaggi della telefonata ha raccontato vari episodi del periodo in cui Jamie aveva pieno tutoraggio sulla sua vita, dagli esami medici contro il suo volere al fatto che non le è stato permesso di rimuovere il dispositivo di contraccezione intrauterino per prevenire una sua eventuale gravidanza.
A qualche giorno dall’udienza, la popstar è tornata a pubblicare sul suo profilo Instagram per chiarire ulteriormente la delicata faccenda, in particolare riguardo ai post condivisi nell’ultimo biennio in cui “faceva finta che andasse tutto bene”. Del resto, in tribunale lo aveva già esplicitato: «Ora dovete credermi. Sto dicendo la verità. Non sono contenta, non riesco a dormire. Sono così arrabbiata da impazzire. E sono pure depressa. Piango tutti i giorni».
Aggiornamento 1 luglio: una richiesta di revoca della conservatorship per il padre Jamie chiesta dall’avvocato della cantante Samuel Ingham III è stata respinta.