Il caso Britney Spears, recentemente ritornato alla ribalta mediatica, continua a tenere banco. Una recente inchiesta del New Yorker fornisce ulteriori dettagli su una torbida storia che vede il padre di lei Jamie Spears accusato di numerosi abusi nel corso degli anni della sua posizione di conservator (una figura che gode di ampi poteri sulla libertà personale, sulla salute e le cure mediche della persona che ha a proprio carico). A muovere le accuse è la stessa figlia che, per la prima volta, in un discorso pubblico pronunciato davanti alla Corte Superiore di Los Angeles (e al di fuori di essa tramite megafoni), ha descritto nei particolari cosa le è stato vietato di fare e cosa è stata costretta a fare contro la sua volontà in anni di tutoraggio.
La cantante vuole il padre fuori dai suoi affari, in quanto Spears senior è attualmente responsabile della sola conservatorship patrimoniale, mentre la tutela della sua persona è gestita dal 2019 da Jodi Montgomery, la quale gode della sua fiducia e probabilmente motivo per il quale sulla conservatorship non è stata ancora depositata una formale richiesta di proscioglimento.
Sul New Yorker la vicenda è ricostruita minuziosamente. A scrivere l’articolo troviamo il vincitore del Pulitzer Ronan Farrow assieme a Jia Tolentino che hanno indagato a fondo innanzitutto sui retroscena che hanno portato all’istituzione della conservatorship nel febbraio 2008. Emerge l’ipotesi sostenuta dagli amici di Britney, in particolare Jacqueline Butcher, che il suo stato mentale in quel periodo fosse causato da una depressione post parto e nondimeno dalla velocità e determinatezza con la quale la tutela è stata imposta dal padre dopo il suo secondo fermo psichiatrico. Emergono anche le obiezioni mosse dalla madre, messe risolutamente a tacere sempre dall’ex marito, e il fatto curioso che la popstar non abbia mai potuto scegliere un avvocato differente da quello affidatole d’ufficio, Sam Ingham, legale per il quale viene adombrato un sospetto di lealtà nei confronti dello stesso Jamie Spears.
Il rapporto è molto dettagliato e la ricostruzione fornita Farrow e Tolentino delinea un caso di ripetuti, plausibili, abusi di potere, oltre che manipolazioni e ricatti psicologici, mossi da una persona che, oltre ad agire nel presunto interesse della figlia, potrebbe aver avuto motivazioni differenti, legate al proprio tornaconto, al piacere di poter gestire, veicolare e trarre profitto dalla carriera della figlia. Il titolo del pezzo, pubblicato il 3 luglio, del resto parla chiaro: Britney Spears’s Conservatorship Nightmare.
Nel frattempo Courtney Love, all’interno della sua video serie dedicata a cover dei suoi brani preferiti, ha dedicato alla popstar una personale versione di Lucky, brano prodotto nel 2000 dai produttori svedesi Max Martin e Rami. L’esecuzione arriva a un mese dalla puntata che ha inaugurato questa rassegna, Bruises of Roses, episodio in cui l’ex Hole aveva coverizzato California Stars, brano contenuto nell’album firmato da Billy Bragg e Wilco nel 1998, Mermaid Avenue.
Sempre riguardo a Love, la cantante ha ribadito che una reunion delle Hole non si farà, ma che alla legacy della band ci tiene eccome. La scorsa settimana ha inoltre polemizzato con Olivia Rodrigo per la scelta di quest’ultima di un poster per il suo Sour Prom Concert troppo simile a suo avviso alla cover di Live through this. Love si è inoltre scusata con Trent Reznor e Dave Grohl dopo averli ingiustamente accusati di “abuso sistemico di minorenni”.