Bob Geldof
Bob Geldof, foto per la stampa di Scarlet Page (2011)

Bob Geldof contro la fame a Gaza: “Vergogna. Fermatevi”

A 40 anni da Live Aid, il musicista irlandese lancia un appello diretto a Israele dopo aver visto la foto di un bimbo palestinese denutrito: “Come siete arrivati a tanto?”

Mentre si moltiplicano i post della comunità musicale e viene istituito un sindacato informale a tutela di chi si espone a favore della Palestina, in Israele si torna a discutere di “emigrazione volontaria” con tanto di video AI che rilanciano l’idea trumpiana di un resort di lusso sulla costa di Gaza. In questo clima, Bob Geldof – reduce da una recente data italiana con i suoi Boomtown Rats – rompe il silenzio con un intervento diretto e sincero pubblicato sul Daily Express. A muoverlo è la foto del piccolo Muhammad Zakariya Ayyoub al-Matouq, un bimbo palestinese di un anno ridotto pelle e ossa dalla malnutrizione.

“Cosa è successo al popolo israeliano?”, scrive Geldof. “Per quanto enormi siano le vostre sofferenze, passate e presenti, come potete tollerare un’immagine simile anche solo per un istante? Come potete creare e perpetuare la sofferenza di un esserino così minuscolo?”.

Con un tono assieme addolorato e indignato, l’autore di I Don’t Like Mondays – ebreo per parte di madre e fondatore del British Holocaust Museums Aegis Trust – interroga direttamente la coscienza collettiva di Israele: “Vi siete così assuefatti alle immagini del vostro stesso orrore storico da non riuscire più a sentire nulla? L’altro è stato talmente disumanizzato, come voi un tempo lo foste, da permettervi oggi la stessa follia? La stessa barbarie da conati di vomito?”.

Poi l’appello più netto: “Fermatevi. Per il bene di tutti. Il vostro esercito e il vostro governo sembrano ormai fuori controllo. Perché lo tollerate? Perché lo permettete?”. E ancora: “Non è più possibile attribuire quanto sta accadendo alle parole e alle azioni del vostro Primo Ministro, né alle politiche del vostro governo o alle operazioni del vostro esercito. Siete ben oltre il 7 ottobre, ormai”.

Nel passaggio finale, Geldof si rivolge agli israeliani con tono dolente: “Date da mangiare ai bambini di Gaza, alle loro madri spezzate, terrorizzate, in preda al panico. Fatelo stasera, prima di sedervi a cena o di guardare la vostra soap preferita su Netflix. Prima di filtrare tutto attraverso le vostre notizie censurate e i feed manipolati”. Il monito si chiude senza sconti: “Come siete arrivati a questo punto, ragazzi? Come si è potuto cadere così in basso? Vergogna su di voi”.

A 40 anni da Live Aid, Geldof ha recentemente rilasciato un’intervista a NME per l’uscita dell’album Just For One Day – The Live Aid Musical, colonna sonora dell’omonimo spettacolo. Parlando del potere residuo della musica e del giornalismo di fronte a crisi globali come Gaza, Ucraina e Sudan, l’artista ha dichiarato: “Band Aid ha mosso qualcosa come 50 miliardi verso i più poveri del mondo. Oggi sarebbe impossibile. La gente è esausta, terrorizzata. Non ha più spazio mentale per processare l’orrore”.

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