Si intitola Black Rain il brano che segna il ritorno discografico di Murubutu. Il pezzo è prodotto da James Logan e vede la collaborazione dell’ormai sodale Claver Gold (pensiamo a Infernum, uscito nel 2020) e di Rancore, anche lui già comparso al fianco di Murubutu ne L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti (2016).
Black Rain arriva a tre anni dall’ultimo disco in studio del Professore, Tenebra è la notte ed altri racconti di buio e crepuscoli (2018) e lascia presagire l’imminente pubblicazione di un nuovo lavoro lungo per il rapper emiliano, magari all’inizio dell’anno prossimo. Il singolo, uscito il 3 dicembre via Glory Hole Records, è un racconto distopico ambientato nel 2095 in un mondo al collasso.
La città della pioggia è una metropoli immensa, abitata da milioni di abitanti, divisa in senso verticale: i signori della città vivono al di sopra della coltre velenosa di nubi, arroccati sulle loro torri. Nella parte inferiore il popolo lotta per la sopravvivenza, oppresso dai continui temporali di pioggia nera. Una dittatura pluviale che mantiene il controllo sulla città bassa inibendo i pensieri, erigendosi a culto, scaricando terribili nubifragi sui focolai ribelli.
Murubutu
A corredo del brano, è stato rilasciato anche un videoclip girato e animato da Nicola Corradino e disegnato da Forc1n.
Su SA trovate la recensione dell’ultimo disco di Murubutu, Tenebra è la notte così come quella di Infernum, entrambe curate da Luca Roncoroni.